domenica 2 settembre 2007

Sleuth

Autore: Lucio Laugelli

Regia: Kenneth Branagh
Cast: Michael Caine, Jude Law
Nazionalità: GB

E’ gremito in ogni ordine di posto il Pala Biennale in occasione della proiezione di Sleuth di Branagh, regista noto a tutti gli amanti del cinema, che, per un ora e mezza, si affida solo ed esclusivamente alla bravura di Michael Caine e Jude Law.
Unica ambientazione della pellicola la splendida villa di un famoso e ricchissimo scrittore di gialli che incontra il giovane che ha fatto fallire il suo matrimonio portandogli via la moglie: è l’inizio di un gioco pericoloso ed enigmatico.
Il multiforme Law è insormontabile nel doppio personaggio che porta in scena anche se, effettivamente, le mille sfaccettature con cui cambia, lungo il corso del film, il suo modo di recitare, fanno pensare a tanti diversi personaggi racchiusi in uno solo ed è forse riduttivo dire che l’attore è impegnato in sole due parti. Anche la recitazione di Michael Caine è perfetta: prima sfacciato, poi mostro, infine impassibile. I due attori continuano a scambiarsi il ruolo di vittima e carnefice con un’abilità disarmante. La regia, molto teatrale com’era prevedibile, si esprime spesso attraverso l’occhio delle telecamere dell’impianto di sicurezza della villa dello scrittore.
La gelosia, la paranoia, la follia come elemento distruttivo sono gli elementi base di questo buon film che aggiorna la pièce di Anthony Schaffer del 1970.
Troppo ridondante tuttavia il cinismo e l’egocentrismo che emerge nella parte finale zavorrando eccessivamente la struttura su cui è costruito il lungometraggio.
Il pubblico applaude ed è divertito ed autocritico quando Caine recita: “strana gente gli italiani, la cultura non è il loro forte” - “però hanno un ottimo salame” replica Law.

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