domenica 2 settembre 2007

Redacted

Autore: Lorenzo Riccò

Regia: Brian De Palma, Usa 2007

la guerra in Iraq con l’occhio di You Tube

Redacted, nuova fatica del grande Brian de Palma è incentrato su un gruppo di militari statunitensi in missione a Falluja e indaga in una maniera a dir poco insolita sulla loro esperienza di guerra, puntando l’occhio sui rapporti con la popolazione civile, con i media e soprattutto sul grande stress che comporta una guerra del genere, combattuta contro nemici invisibili. Si basa principalmente sul fatto realmente accaduto dello stupro di una ragazza irachena di 15 anni e l’ uccisione dell’ intera famiglia da parte del gruppo di soldati.

Il 31 agosto 2007, è senz’altro un giorno memorabile per la mostra del cinema di Venezia. Nello stesso giorno escono in prima visione mondiale due film che parlano del conflitto iracheno raccontato da due registi americani: Brian de Palma con "Redacted" appunto e Paul Haggis con "In the Valley of Elah" (recensione presente 4rum). E’ importante sottolineare che la guerra non è ancora finita, bisogna pensare allora al probabile impatto mediatico che questi due film eserciteranno sull’ opinione pubblica, poiché in data odierna sono i primi che ne parlano “in presa diretta”, nonostante siano uscite altre opere che lo richiamavano in maniera più o meno esplicita, come ad esempio "Jarhead". Ma il 31 agosto sarà ricordato anche per un’ altra ragione:" Redacted"è probabilmente il primo film che utilizza "You Tube" o i blog per raccontare la propria storia e se ne serve per stare in mezzo al gruppo dei soldati, per –superba finzione dell’ atto cinematografico- far credere allo spettatore della inesistenza di un controllo da parte del regista, per far fluire la storia attraverso delle “telecamere secondarie”: quelle di una televisione francese che sta realizzando un servizio sui posti blocco, di un’ emittente irachena e americana che seguono le operazioni dalle zone di battaglia, i video depositati su You Tube dagli stessi soldati, le telecamere di sicurezza interne al campo americano, i blog con cui i soldati comunicano con i familiari e infine, la telecamera di un soldato che sta realizzando il proprio diario di guerra. Brian de Palma per girare questo film ha interrotto il prequel de "Gli Intoccabili" e torna sull’ argomento dopo "Vittime di Guerra". Ha dichiarato di essere stato colpito dopo aver letto sul giornale dello stupro della ragazza e dell’ uccisone della sua famiglia. “Com’era possibile che questi ragazzi si fossero spinti tanto in là? Cercando le risposte a questa domanda, ho letto i blog di soldati e libri, ho guardado i video realizzati da militari ecc.”.
"Redacted" significa redigere, o preparare alla pubblicazione, ed è proprio questo che il regista ha fatto, ha cercato di mettere in ordine una serie di informazioni, cercando di rimanere il più anonimo possibile “Se siamo disposti a provocare questi disordini, allora dobbiamo anche affrontare le orrende immagini che conseguono da questi atti.” Il risultato infatti è shockante, il coinvolgimento emozionale dello spettatore è totale. De Palma cerca sempre di non schierarsi, sottolinea il massacro provocato dai soldati, ma al tempo stesso si rende conto che sono solo delle vittime inconsapevoli di una situazione fuori controllo. Volendo fare un paragone con il film di Haggis, entrambi sottolineano come questo conflitto incida nella mente di questi ragazzi, costituendo un retaggio insopportabile, impossibile da cancellare al proprio ritorno a casa, come il male riesca a trovare un terreno fecondo, per non andarsene più.


Mentre però "In the Valley of Elah", il fronte emerge a tratti (con le riprese realizzate da un soldato col telefonino), in "Redacted" è onnipresente, addirittura le riprese realizzate al ritorno hanno lo stesso sapore e lo stesso metodo di quelle irachene: una telecamera amatoriale che non lascia scampo, parassita anche sulle violenze e sulle lacrime. Il rischio di questo realismo è naturalmente che tutto sembri costruito, che rimanga in bocca un sapore da reality. Ma non in questo caso, la denuncia è forte, il metodo pure e le conseguenze spero non tarderanno a farsi sentire, come si augura lo stesso De Palma: “Quando abbiamo visto le orrende immagini del Vietnam, i nostri cittadini hanno protestato e hanno posto fine a quell’assurdo conflitto. Speriamo che le immagini di questo film sortiscano lo stesso effetto.”

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