domenica 2 settembre 2007

Michael Clayton

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

Di Tony Gilroy. Con Gorge Clooney, Tom Wilkinson, Sydney Pollack, Tilda Swinson. Usa 2007, 119’.

George Clooney è Michael Clayton, avvocato di un potente studio legale con il compito di escogitare coperture per frodi ed illeciti di varia natura. Attanagliato dai debiti e da una situazione familiare a dir poco fallimentare, il protagonista si trova davanti ad un dilemma: aiuterà il suo capo (Sydney Pollack) a portare a termine un truffaldino accordo transattivo ai danni di un gruppo di piccoli proprietari terrieri? Oppure seguirà il collega Tom Wilkinson, il quale, cedendo alla propria coscienza, ha deciso di far venire a galla la verità?
“Michael Clayton” è, indubbiamente, un film di buona fattura, impreziosito da oneste scelte registiche, da un’ottima prova recitativa (Clooney e Wilkinson su tutti), sostenuto da una sceneggiatura ben bilanciata ed elegante. Sebbene a volte povera di azione, specie nel segmento centrale, la pellicola ha l’indiscutibile merito di combinare l’emozione del “legal thriller” con l’attenzione a temi di rilevanza sociale, quali la manipolazione della realtà da parte delle grandi corporations e l’importanza degli irrisolti nodi morali che si celano dietro ai grandi investimenti economici.
Detto questo, non si può tacere dell’altro lato della medaglia: il film, pur essendo perfettamente godibile, non riesce mai a oltrepassare la barriera di quello che, un tempo, si sarebbe definito un “onesto artigianato”. In particolare, lascia perplessi l’assenza di soluzioni innovative, sia sul piano narrativo, sia sul fronte della rappresentazione visiva: nonostante la patina di “film di critica”, “Michael Clayton” rimane un’opera nel complesso innocua, dalla quale non è giusto aspettarsi nulla più di un sano, arguto intrattenimento.

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