giovedì 6 settembre 2007

L’ora di punta

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

Filippo Costa (Michele Lastella) è un giovane, ambizioso e corrotto agente della guardia di finanza che, grazie alla relazione con una ricca e potente gallerista d’arte (Fanny Ardant), intraprende una vertiginosa arrampicata sociale: di scorrettezza in scorrettezza, Costa rinuncerà alla propria umanità e si farà pericolosamente largo nel decadente mondo della finanza italiana, tra ricatti, connivenze, favori politici ed immoralità pubbliche e private.
“L’ora di punta” si propone l’ambizioso compito di descrivere il “marcio” di certo mondo imprenditoriale, e le logiche di potere che stanno dietro a simili dinamiche: pur essendo stata scritta in precedenza, la sceneggiatura non può non ricordare la triste vicenda dei “furbetti del quartierino”.
Gli obiettivi dell’opera, purtroppo, risultano decisamente falliti: l’insostenibile schematicità del plot riduce il film a sterile apologo, mortificando i (nobili) intenti con una pletora di banalità e semplicismi. Accolto alla Mostra del Cinema di Venezia da fischi ed applausi di scherno, “L’ora di punta” è un film dagli intenti stimolanti, ma dagli esiti desolanti: la vicenda non riesce mai a guadagnare la necessaria credibilità, complice anche una recitazione non troppo ispirata.
Non ci resta che sperare che Marra, con la sua prossima opera, torni a proporre il cinema interessante che già ha dimostrato in passato di saper produrre. Nel frattempo, cerchiamo di dimenticare questo passo falso, che purtroppo delude le aspettative del pubblico e si appiattisce sul riduttivo stilema del “film a tesi”.

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