domenica 2 settembre 2007

In the valley of Elah

Autore: Federico Giammattei

Cast: Tommy lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Josh Brolin, Jonathan Tucker, Jason Patric, Frances Fisher, Rick Gonzalez, Barry Corbin

Regia: Paul Haggis
Sceneggiatura: Paul Haggis
Durata: 02:00:00
Data di uscita: Venerdì 23 Novembre 2007
Generi: Guerra, Drammatico
Distribuito da: MIKADO

Il soldato Mike Deerfield scompare misteriosamente durante una licenza, subito dopo essere ritornato dall’Iraq. La notizia raggiunge il padre Hank (Tommy lee Jones) ex soldato della polizia militare, convinto dell’incapacità delle autorità locali, e deciso a prendere ufficiosamente in mano l’indagine, con l’aiuto dell’agente di polizia EmilySanders (Charlize Theron).
Seconda prova da regista per il premio oscar Paul Haggis, che approda qui a Venezia con un grande film, classico e alle stesso tempo intelligentemente aggiornato ai nostri giorni con prove d’attore perfette.
Con una partenza calma e intrisa di clichè, l’autore struttura un percorso a ritroso, teso a mostrare la lenta scoperta di un’orribile realtà nascosta, accompagnata dall’acquisizione di una consapevolezza morale e sociale che sembra ormai completamente oscurata da false sicurezze.
Al centro di tutto questo, un personaggio molto complesso che nonostante la propria indole militarista e razzista, si guadagna da subito il rispetto dello spettatore, che a malincuore lo vede sgretolarsi mentre percorre un tracciato fatto di isolamento sociale, scandito da una lenta e difficile ammissione di un passato sbagliato.
Anche in questo film, come in quello di De Palma la verità sfugge nella finzione cinematografica “tradizionale” e affiora grazie all’ immagine digitale (in questo caso i video del giovane soldato morto) creando un gioco di sguardi sul mondo, anche quello del cinema forse in difficoltà nel ricercare la verità attraverso la pellicola.
Se si tiene conto di questo, In the Valley of Elah rappresenta una tappa fondamentale per il cinema dei nostri giorni, un cinema consapevole degli ormai evidenti limiti e aperto a nuove possibilità che, nel caso di De Dalma si concede totalmente al nuovo mezzo, mentre per Haggis si crea quasi un’ operazione di parallelo tra vecchio e nuovo, realtà e finzione, verità e menzogna.

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