domenica 27 maggio 2007

Zodiac

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it


Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 158'
Regia: David Fincher
Cast: Robert Downey Jr., Anthony Edwards, Jake Gyllenhaal, Pell James, Patrick Scott Lewis, Lee Norris, Bijou Phillips, Peter Quartaroli, Mark Ruffalo

Basato sulla storia vera di un serial killer che terrorizzò la zona della Baia di San Francisco e si beffò delle autorità di quattro giurisdizioni con i suoi messaggi cifrati e le sue lettere per decenni. Il numero di vittime che rivendicò è altissimo ma impossibile da decifrare esattamente; la polizia lo incriminò per sette ma non riusci a dimostrare la sua colpevolezza prima della sua morte.
"Zodiac" è forse uno dei prodotti di Hollywood più coraggiosi degli ultimi anni.
Proprio in questi giorni su raidue, un acuto giornalista ha esposto un'allarmante riflessione sul cinema contemporaneo: "Il pubblico si annoia", "il pubblico ha bisogno di continui scossoni", insomma un cinema breve, ma denso di bollicine.
Forse non si trova più il tempo di riflettere se quello che vediamo sul grande schermo è o no più interessante e stimolante delle "realtà" che svariati altri media ci regalano; di certo non stiamo nemmeno a riflettere se i sette euro del cinema valgono più di un bel video cazzone su "you tube", oppure senza allontanarsi troppo, di un film a scelta, magari uscito da poco, scaricabile tranquillamente da "emule".
Farne una questione solo economica è ovviamente un analisi parercchio superficiale, quindi direi di lasciare questi discorsi a chi riesce a farli digerire allo stomaco di chi li legge.
Tornando a "Zodiac" possiamo comunque fare un parallelo con tutto quello che è stato appena detto. Il rapporto è facile dato che l'ultima fatica di Fincher trova il proprio scopo nello sbeffegiamento dello spettatore, lo tiene incollato alla poltroncina per una durata superiore alle due ore e mezzo, senza mai mostrare una sparatoria o un breve inseguimento, senza accontentare il vorace pubblico, ma frustandolo con piccole dosi efferata violenza che a tratti si mostra, ma solo per rivelare il pericolo di una pazzia inafferrabile che non verrà mai mostrata nella sua interezza fino alla fine. Una volta giunti al termine si ha come la sensazione di qualcosa di magnificamente incompiuto.
Al povero carnefice diventato vittima che svogliatamente ha pagato un salato biglietto non resta che lasciarsi trasportare dai meravigliosi personaggi, dalle cinque panoramiche del film che per tutta la sua durata si svolge in interni, da una magnifica regia che invece di accontentare approfondisce, dalla perfetta rappresentazione del tempo che scorre visibilmente, disegnato sulle macchine, sui palazzi in costruzione e sui volti stanchi e appassionati dei protagonisti. Fincher non si preoccupa di niente e fa sparire il suo eroe per un'oretta, facendolo ritornare quando meno ci si aspetta, con un coraggio che pochi hanno.
Alla fine lo stanco spettatore non sa se dire basta o chiederne ancora, infondo "Zodiac" potrebbe non finire mai.

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