giovedì 31 maggio 2007

Crossover, Jean-Michel Basquiat

Autore: Lucio Laugelli

C’è un ragazzo seduto nel suo studio, su una sedia-sdraio tutta sgangherata: ha i rasta legati in una cravatta di Armani e lo sguardo perso in una tela. Ha 28 anni e non ne ha già più voglia. Jean-Michel Basquiat, pittore americano, allievo, come Haring, di Andy Warhol vive quasi sempre di notte: quando è ubriaco va in giro per New York con le sue vestaglie eccentriche, ama l’alta moda ed è un latin-lover: ha avuto un flirt con Madonna e ha frequentazioni celebri: Bob Dylan, per esempio, è spesso nel suo studio.
L’ha scoperto per caso un critico francese: Jean era vicino a Central Park e dipingeva su una saracinesca, da quando ha folgorato quel critico non si è più fermato: mostre sempre più importanti, soldi, donne e tutto ciò che l’ha distrutto: l’alcol e la droga. Oggi le sue opere sono contese dalle gallerie di mezzo mondo, l’enfant terrible degli anni 80, quello che ha preso a pugni l’arte, che ha rivoluzionato il modo di dipingere è seduto nel suo studio e si sta lasciando andare, verso la fine. Troppe cose l’hanno portato all’auto-distruggimento: l’affezionatissima madre malata, il padre che li abbandona, molta gente che gli sta intorno solo per la sua notorietà.
I disegni di Jean sembrano quelli di un bimbo, un bimbo sognante. Là dove ci si aspetta che un artista colori di nero, Basquiat lascia tutto bianco, e ribalta i canoni pittorici in ogni maniera.
I suoi occhi volano sulle gocce di blu del suo ultimo lavoro, le sue mani sfuggenti guidano un pennello che potrebbe non fermarsi mai, come i sogni che popolano i suoi quadri. Non ricordatelo per gli eccessi che l’hanno ucciso, ricordatelo perché ha provato a distruggere l’anacronismo e immaginatelo su quella sedia-sdraio mentre chiude gli occhi e muore.
Da quell’agosto 1988 Jean vive dentro i suoi dipinti, e ogni tanto ci si perde pure.
Il pantheon degli artisti, se esiste nell’aldilà, non l’ha accettato dopo la morte: probabilmente perché anche lì avrebbe imbrattato e distrutto tutto con i suoi colori, probabilmente perché lui non ci sarebbe mai voluto andare.

0 commenti: