sabato 21 aprile 2007

Maria S.

Autore: Livia Franchini

avevo quasi finito di modellare il corpo del mio amore quando ho commesso un danno irrimediabile.


mi stavo allungando sopra il tavolo per raggiungere il rubinetto -mi serviva un po' d'acqua per allungare l'impasto- quando il gatto mi è schizzato tra i piedi. ho traballato incerta e con il gomito ho urtato la piccola ciotola azzurrina che conteneva l'ingrediente più importante di tutti, il tocco finale per il mio amore: gli occhi.
sono rotolati come biglie sbarazzine al centro del tavolo, fermandosi proprio al centro di un mucchietto di farina.

li ho raccolti con cura, tra indice e pollice, erano tutti impolverati e ho cercato di sciacquarli sotto l'acqua tiepida. non ha funzionato. i sottilissimi granelli bianchi si erano infilati sotto la cornea, penetrandovi per bene.

'adesso' pensavo, 'quando darò la vista al mio amante tutto quello che otterrò sarà uno sguardo opaco e adorante.' un marrone salsa di castagna offuscato, quasi cieco.

guardo gli occhi sul fondo del lavandino.

li raccolgo, vitrea li ripongo al loro posto.

mi giro verso il mio amore, le lunghe braccia di marzapane giacciono ancora prive di vita sul tavolo di cucina. sì, è quasi pronto. ritocco il viso, mescolo acqua agli zigomi, laddove mancava. sollevo le palpebre e infilo gli occhi.

appena il lievito fa effetto, appoggio il corpo del mio amore sulla teglia, e lo inforno.

alzo la temperatura al massimo, esco dalla stanza e lascio che il forno esploda.


io volevo soltanto che mi guardassi negli occhi.

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