sabato 3 febbraio 2007

Momix: Sun Flower Moon

Autore: Francesco Michelotti

Era da settembre dello scorso anno che avevo prenotato i biglietti per poter assistere allo spettacolo che si è tenuto lo scorso fine settimana al teatro Verdi di Firenze.
Adesso posso gridarlo: ho visto Momix!

La Compagnia Momix fu fondata nel lontano 1980 dal geniale regista/coreografo Moses Pendleton in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Lake Placid.
Da quella data Momix è cambiato molto: si è evoluto e si è trasformato, passando da spettacoli come PASSION del ’92 e SUPERMOMIX del ’96 con cui la Compagnia si è affermata nel mondo intero, fino a raggiungere con OPUS CACTUS nel 2001 il record assoluto di presenze nelle sale in cui è stato rappresentato.
Nel 2005 Momix si rinnova ancora, e in occasione del 25esimo anniversario nasce SUN FLOWER MOON, spettacolo meraviglioso che ormai da più di un anno sta affrontando un impegnativo quanto soddisfacente tour mondiale.

Solo ora che mi vedo costretto a parlarne mi rendo conto di quanto sia impossibile rendere a parole la magia e l’atmosfera che SUN FLOWER MOON è in grado di trasmettere e di quanto sia inutile ogni mera riproduzione sullo schermo che fino ad allora avevo visto riguardo a Momix.

Ritengo, infatti, possa tranquillamente definirsi come un vero e proprio concerto visivo!
Caratterizzato da una perfetta armonia d’immagini rappresentata nelle più svariate e imprevedibili forme e colori che si susseguono le une alle altre in una perpetua ricerca della spettacolarità.
L’inventiva di Pendleton gioca sulla parziale visibilità dei movimenti dei ballerini; un vero e proprio effetto speciale dato da un attentissimo studio della sincronia dei corpi e dagli stessi costumi ideati dal regista in persona.
Durante SUN FLOWER MOON si perde, nel pieno stile Momix, qualunque rapporto con la logica. Non esistono più né materia definita né gravità né tempo; anche gli stessi ballerini sembrano mutare di continuo perdendo ogni fisionomia umana. Si è proiettati in dimensioni parallele: dalle profondità degli oceani, alla immensità dell’universo; dal microcosmo di un fiore, all’impressionante potenza del sole!
Travolgente anche il ritmo della rappresentazione che viene continuamente scandito dalla suggestiva colonna sonora composta da un collage di musiche (da Buddha Experience a Brian Eno, da Waveform a Hans Zimmer), e da un enorme video proiezione a livello della quarta parete.

In sintesi Momix è uno spettacolo unico nel suo genere che vale assolutamente la pena vedere e ammirare e che deve il suo enorme successo soprattutto alla capacità di affascinare qualunque spettatore si trovi ad assisterlo.

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