venerdì 23 febbraio 2007

Brand: New

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

Molti di voi avranno visto la celebre gag di Nanni Moretti nella quale il protagonista viene invitato ad una festa da un gruppo di amici, ma non sa decidere se accettare: “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?”. Qualcosa di molto simile avviene, al giorno d’oggi, con la televisione: tutti la guardano, ma molti preferiscono dire che non la accendono mai, perché “fa tutto schifo”. Lo dico chiaro e tondo: mi pare un atteggiamento stupido. Certo, la televisione è piena di trasmissioni volgari o noiose, ma non c’è motivo di fare di tutta l’erba un fascio. La televisione, di per sé, è una scatola vuota: diventa interessante o noiosa, elegante o triviale esclusivamente in base al suo contenuto.
Brand: New, in onda su Mtv, è una trasmissione che dimostra come la televisione possa essere uno strumento culturale utile, oserei dire un “servizio pubblico”. La formula è semplice: il conduttore Alex Infascelli (talentuoso regista di pellicole come Almost Blue o il recente H2Odio) accoglie su un divano ospiti provenienti dal mondo della musica, dell’arte, della letteratura, della politica. La conversazione, spontanea e per nulla paludata, è alternata a video musicali di ogni tipo, accomunati esclusivamente da un denominatore di qualità e novità.
In molti programmi, le interviste musicali finiscono per essere una squallida trattativa tra uffici stampa: le case discografiche vogliono che l’artista parli solo del disco in uscita, le redazioni vogliono che gli intervistati diano risposte brevi, “simpatiche” e mai scomode. A Brand: New tutto questo non succede: l’impressione è che le domande di Infascelli siano spontanee e scaturiscano esclusivamente dall’andamento di una conversazione rilassata ed estemporanea. Per questi motivi, sul vecchio divano di pelle si sta seduti davvero comodi, malgrado l’ora (la trasmissione va in onda a mezzanotte).
Nonostante il piglio “giovane” ed a tratti scanzonato, Brand: New è una trasmissione con una forte connotazione culturale: l’obiettivo è proprio quello di fornire una panoramica su quello che accade nell’universo della musica contemporanea e dell’arte in generale, invogliando lo spettatore a conoscere le creazioni più innovative, che troppo spesso faticano a raggiungere il grande pubblico. Importante merito degli autori è quello di non privilegiare un genere o una corrente rispetto alle altre: lo sguardo si muove a trecentosessanta gradi, nella giustissima convinzione che la ricerca della qualità sia più interessante delle distinzioni di genere.
Brand: New è un programma a basso costo (la scenografia è praticamente assente, non ci sono riprese esterne) ed è una risorsa preziosa per chiunque sia alla ricerca di idee nuove con le quali arricchire il proprio tempo libero. Peccato, davvero, che questo tipo di televisione non sembri interessare alla RAI, che preferisce spendere milioni e milioni per spedire (presunti) vip su un’isola (presunta) deserta, o per illudere e umiliare un tizio sconosciuto con il giochino dei pacchi.
Tra alti e bassi, 4rum continuerà ad accompagnarvi in questo viaggio nella televisione, spesso contraddittoria, a volte odiosa, ma a tratti utile e molto creativa. Dunque, liberiamoci dei preconcetti. E buona visione.

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