martedì 9 gennaio 2007

The Prestige

Autore: Francesco Zavattari - Direttore di 4rum.it

Il prestigio che fa bene al cinema.

La lotta fra Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale) è alla base di questo nuovo splendido prodotto di Christopher Nolan. I due sono giovani e promettenti illusionisti della Londra di fine 800 che cominciano a lavorare insieme come assistenti di prestigiatori famosi, ma dividono ben presto e bruscamente le loro strade in seguito ad un dramma che cambierà per sempre le vite di entrambi. Da quel momento in poi esplode un conflitto fisico e intellettuale che li porterà ad una affannata ricerca per la supremazia dell’uno sull’altro scandita a colpi d’inganni e numeri di magia sempre più complessi e spettacolari. Ossessione e perseveranza; sono questi i temi e i concetti principi intorno ai quali ruota magnificamente la pellicola.
Nolan, che dopo due ottimi film come Memento e Batman Begins si presenta oggi completamente disinibito e a suo agio con la macchina da presa, è assai attento in quella che fin dai primi momenti ci appare come un’indagine sull’animo umano e sulle sue azioni/reazioni in momenti di stress estremo. Qualunque sia la sua causa scatenante. E’ utile chiedersi non tanto qual è o quale deve essere la funzione del cinema, quanto più cosa noi stessi vogliamo trarre da esso; c’è il cinema che ci deve raccontare, quello che ci deve stupire, quello che ci deve far riflettere e chissà quanto altro ancora. Il cinema rappresentato da “The prestige” è un connubio assai particolare perché se da una parte sembra molto rifarsi ad una espressività primitiva alla Lumière, in cui è più importante il “come” piuttosto che il “cosa”, dall’altra è molto protratto verso una dimensione profonda e intellettuale in grado di catturare lo spettatore in maniera assolutamente emozionante e coinvolgente. Nolan cerca si di meravigliarci con le immagini, ma anche di farci insinuare (spesso smarrire) nelle spire più complesse della storia. Non sono rari i “colpi di scena” ben strutturati e vari espedienti narrativi interessantissimi, troppo spesso latitanti nelle pellicole analoghe degli ultimi anni.
Il film, presentato in Italia alla prima festa del cinema di Roma, è ben prodotto grazie ad una cura estrema per ogni particolare, dalla regia stessa alla fotografia ottimamente calibrata. La macchina non funzionerebbe alla perfezione però se ogni ingranaggio non fosse al proprio posto, quindi anche il casting è ben assemblato e riunisce caratteri assolutamente eterogenei in grado di coesistere splendidamente.
Nolan fa una scelta intelligente (anche se forse poco coraggiosa), utilizzando nuovamente il “combo” Bale/Caine, già ben riuscito in Batman Begins. A questo aggiunge poi un pizzico di eleganza con il bravo Hugh Jackman e una buona dose di sensualità con la splendida e ormai onnipresente Scarlett Johansson. Se si vuol essere cinici considerando che la bella biondina viene messa un po’ ovunque per il suo potere di far sorridere i botteghini, si dovrà anche essere oggettivi ammettendo che la sua presenza non è mai inopportuna.
Da segnalare anche altre due interessanti presenze: un grande David Bowie in una veste assolutamente elegante e inusuale, affiancato dal bravo Andy Serkis che ben conosciamo come Gollum della trilogia dell'anello, o per meglio dire, come colui che dette al famoso personaggio voce e movenze straordinarie.
Un film di questo tipo è utile in ogni senso, soprattutto per cercare di mantenere (o restituire) un po’ di quel “prestigio” tanto caro al cinema di oggigiorno.

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