venerdì 26 gennaio 2007

La verità dell'arte reale

Autore: Federico Giammattei

La fotografia. 4rum.it ha finalmente deciso di dedicare a questa "arte a se" (anche se forse non esiste un'arte a se, ma solo autori che la generano servendosi di varie tecniche), una rubrica apposita, sfruttandola come spesso il nostro sito fa, per avvicinare le persone che lo frequentano, creando un rapporto "interattivo" tra noi redattori e tutti i visitatori che si interessano agli inutili articoli che scriviamo (quanto meno per il nostro portafoglio).
Questa nuova perla di 4rum.it infatti, sarà come una porta aperta per tutti coloro che per qualsiasi ragione abbiano voglia di mostrare una propria creazione, servendosi del nostro sito per poterla "diffondere".
Forse questa voglia di dare spazio ad uno dei linguaggi più importanti che l'umanità abbia mai inventato, è dovuta ad una certa "frustrazione" della fotografia, che nel corso del novecento ha dovuto disfarsi di tutti i pregiudizi delle "altre forme d'arte" per poter accedere incima all'Olimpo dei linguaggi artistici.
Dalla creazione del Dagherrotipo (Daguerre fu colui che per la prima volta presentò al mondo il brevetto fotografico) l'identità della fotografia si è mantenuta in bilico tra arte e scienza diffondendosi in vari campi: Lombroso la usò come fidato alleato per la creazione dell' indagine poliziesca basata sul riconoscimento dei criminali tramite un'identikit dettagliato, realizzato grazie alla prova inconfutabile del reale che la fotografia per la prima volta rappresentava. Da questo uso prettamente scientifico si passava ai perfetti ritratti di Nadar, primo artista fotografo riconosciuto, il quale pennello erano le luci che illuminavano i visi delle sue illustri modelle.
Nei decenni successivi alla sua nascita, la fotografia non godeva di grande ammirazione, persino Baudelaire in un celebre commento, criticò il daguerrotipo per la sua impossibilità si essere paragonato alla pittura, data la sua caratteristica di automatismo per il quale la mano dell'operatore non doveva possedere nessuna particolare qualità tecnica, per raggiungere poi un risultato lontano dal trasmettere il potere evocativo della pittura in quanto "volgare riproduzione del reale".
Come si è visto in futuro la caratteristica principale della fotografia: il potere di verità che insito nella sua natura, ha portato molti artisti a sfruttare questo linguaggio per esaudire l'utopica volontà di avvicinare l'arte alla vita, che per tutto il novecento ha assillato i fautori di molte correnti come il Dadismo (marcel Duchamp) e la Pop Art (Andy Warhol).

Autori come questi infatti, basarono le loro poetiche su una percezione del reale scarnificata del suo valore formale, e proiettata a valorizzare al massimo la concettualità di un opera che, nei ready-made ("Orinatoio-Fontana") di Duchamp e negli autoritratti fotografici di Warhol, trovava il principio di opera come idea dell'artista (ready-made) e di automatismo per rappresentare la vita (significativo e il concetto di autoritratto come prova dell'abbandono del famoso "pennello" da parte dell'artista, per dare spazio alla dimensione fisica e concettuale di colui che pensa l'opera d'arte).

Insomma dopo questa breve "macedonia" stringata di notizie sulla fotografia, 4rum.it invita tutte le persone che abbiano voglia di restituire la loro "prova del reale" su questo sito, mandandoci le loro foto creando una democratica mostra d'arte, creata per testimoniare quanto la fotografia sia vicina al reale di ognuno di noi.

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