lunedì 20 novembre 2006

Valerie on the stairs

Autore: Luca Peretti

E’ una storia molto affascinante quella di “Valerie on the stairs”, l’episodio di Mick Garris, anche ideatore e produttore esecutivo della serie. Rob Hanissee, scrittore fallito a quota zero pubblicazioni, arriva in un motel per scrittori non ancora pubblicati. Scoprirà presto che i muri del motel sono infestati da un mostro che tiene prigioniera una bellissima bionda. Fin qui nulla di particolarmente originale: ma il malcapitato si accorge, attraverso una serie di coincidenze, che la bella e il mostro sono una creazione di una triade di scrittori abitanti dell’albergo che stanno scrivendo un romanzo a sei mani. Si entra in un vortice in cui creazione letteraria e realtà si confondono, ed in cui la sanità mentale del protagonista è messa a dura prova. Ma è lui l’eroe del film, o forse l’antieroe, dato che il nostro non sembra certo avere le fattezze da eroe, che salva la bionda dal mostro. Purtroppo però la ragazza è una mera creazione dell’intelletto umano, e alla luce del sole si dissolve. Fine non dissimile capita al nostro eroe, che credevamo in carne ed ossa come noi, ma che nell’ultima, bellissima, scena si dissolve in un mare di fogli di carta, che nient’altro sono che il suo romanzo in progress, che in un tripudio di simboli si è scritto da solo. Un buon film insomma, con un buon ritmo e tensione, una fotografia notevole (anche grazie all’affascinante palazzo in cui il film è ambientato), ed alcuni scene notevoli, tra tutte l’ultima. Mick Garris è un buon artigiano e dirige questo film con partecipazione e divertimento. La sceneggiatura, sempre ad opera di Garris da un racconto di Clive Baker, è la cosa meglio riuscita di un film indubbiamente valevole ed interessante seppure non eccezionale.

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