venerdì 24 novembre 2006

The Stooges: Fun House

Autore: Matteo Pennati

Siamo nel 1970, inizio dell’ ultimo decennio di vita del rock, e gli Stooges ad un anno di distanza dall’esordio, registrano un disco meraviglioso per compattezza, potenza e fantasia: sotto la casa discografica Elektra viene pubblicato “Fun House”. La band ha oramai raggiunto la piena maturazione e questo lavoro ne è la testimonianza.
I primi anni ’70 rappresentano una tappa fondamentale, considerando che alcune leggende del rock stanno per scomparire definitivamente: Jimi Hendrix muore a causa di un trip, viene ritrovato il cadavere di Al Wilson (chitarrista dei Canned Heat), e poco tempo dopo vengono stroncati dalla droga Janis Joplin e Jim Morrison. Il rock sta perdendo alcuni dei principali protagonisti e soprattutto si stanno esaurendo i suoi caratteri di contestazione e alternativa. Serve una nuova spinta, che fortunatamente arriva e a cui partecipano anche gli Stooges. Iggy Pop e gli altri mettono subito le cose in chiaro con sonorità selvagge e anarchiche: la batteria suona caoticamente senza interruzioni, le chitarre scorrono libere e arrembanti lungo i vari brani e il tutto viene reso maledettamente divino dalla voce di Iggy, poco più che ventenne. Emblema dello stile-Stooges sono “Loose” , dove la voce di sua maestà corre tra il grido, il sussurrio e il lamento animale, rendendo l’ interpretazione sconcertante, e “L.A. Blues” , esplosione di suoni e carisma non comuni. Il disco è poi impreziosito da alcuni brani, che manifestano l’ evoluzione della band dalle origini, come “Fun House”, dove è presente anche il sassofono, suonato dall’ ottimo Steve MacKay. Beh, gli Stooges nella “Casa dello sballo”, tra ululati, chitarre indemoniate, droga e troie pronte all’ uso, ci sguazzano alla grande. Dopo il capolavoro di “Fun House” il gruppo, a causa degli ormai insanabili conflitti interni, si scioglierà, ed Iggy Pop farà il suo ritorno sulla scena solo nel 1975, sospinto e convinto da David Bowie.
Gli Stooges sono oggi presenti nelle collezioni di tutti coloro che vivono nel ricordo o nella passione di un qualcosa che non esiste più, chiamato generalmente ROCK&ROLL.

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