venerdì 17 novembre 2006

Nacho Libre

Autore: Lorenzo Riccò

Un film di Jared Hess Con: Jack Black, Héctor Jiménez, Ana de la Reguera, Richard Montoya.
Genere: Commedia, colore, 100 minuti. Produzione: USA 2006.

Jack Black (“School of Rock”, “King Kong”) interpreta Nacho, un insofferente prete messicano con la passione per il Wrestling. Orfano fin da piccolo abita nel monastero dove adesso lavora, occupandosi di altri bambini. Invece che nella preghiera la sua mente divaga in sogni luccicanti, in cui indossa (con il suo corpo non proprio prestante) un costume da lottatore mascherato; ma purtroppo è relegato in cucina a servire zuppe fatte di avanzi a tutto il monastero. Sarà l’ arrivo di una radiosa suora a creare in lui una svolta: è un talento del wrestling e deve usare questa sua dote a fin di bene, partecipare a incontri e vincere dei soldi con i quali assicurare un vita migliore agli orfani. Tratto dalla storia vera di Fray Tormenta, prete messicano che combatteva per portare soldi al suo orfanatrofio e interpretata benissinmo dal duttile Jack Black che canta, lotta, si presta a gag comiche di ogni genere, riscendo a calzare ancora una volta i panni dell’ antieroe (vi ricordate “School of Rock?”), cioè il ribelle con il cuore tenero. Di uno scalino sopra gli altri film di questo genere, mi è impossibile descrivere in così poche righe tutte le grasse risate che il film mi ha provocato. Posso solo dire che il personaggio del lottatore grasso funziona a meraviglia e Jack Black è l’ unico attore che non si cura della sua grassezza, anzi, ne fa un punto forte della sua recitazione sincera, diventando anche simbolo dell’ accettazione di se stessi. L’ ambientazione messicana calza a meraviglia, lì dove la “lucha libre” è fortemente popolare e i suoi eroi sono venerati dal pubblico come dei, il prete si troverà così diviso tra passioni immorali e la fede. Film naturalmente a sfondo morale (si può compiere una cosa un po’ scorretta se questa fa guadagnare un bene più grande) , non disdegna però alcune folgoranti battute e una dose di scurrillità

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