venerdì 24 novembre 2006

La Sconosciuta

Autore: Yuri Monti

Irina, la protagonista del film, è appunto “la sconosciuta” del titolo. Giunta (solo in apparenza casualmente) in una città del veneto, la ragazza ucraina si darà da fare, anche con metodi poco ortodossi, per raggiungere il suo scopo; ma alla fine dovrà fare i conti con il suo inconfessabile segreto ed il suo terribile passato.
Tornatore dà vita ad un thriller “all'italiana” (senza tutto il chiasso dei prodotti americani), cupo, condito di buoni sentimenti (soprattuto nel lieto fine da manuale) e con un buon ritmo, non privo comunque di alcune perdite di tono. La storia si snoda su due livelli, quello del presente e quello del passato della protagonista, e spesso il regista nostrano non riesce ad amalgamare tali elementi, data anche la non perfetta linea narrativa dei flashback, che appaiono alquanto lacunosi. Nonostante ciò, la pellicola ha una sua certa forza, particolarmente apprezzabile nel contrasto tra la dimensione domestica e familiare del presente di Irina e le tinte fosche e violente che il film acquisisce ogni qual volta faccia capolino il suo passato. Come già in "Malena", Tornatore ha un occhio particolare per il contesto in cui si svolge la storia, legando, a livello di caratterizzazione, personaggi e vicende a quella che è l'ambientazione. Sulla figura centrale di Irina si imperniano varie tematiche molto interessanti, dal tema d'attualità dello sfruttamento delle prostitute a quello della maternità incompiuta , che poi però nel film trovano uno sviluppo non pienamente convincente, con vari alti e bassi.
Molto particolari le scelte a livello di cast, dove il ruolo della protagonista è affidato alla semi-sconosciuta attrice Irina, la protagonista del film, è appunto “la sconosciuta” del titolo. Giunta (solo in apparenza casualmente) in una città del veneto, la ragazza ucraina si darà da fare, anche con metodi poco ortodossi, per raggiungere il suo scopo; ma alla fine dovrà fare i conti con il suo inconfessabile segreto ed il suo terribile passato.
Tornatore dà vita ad un thriller “all'italiana” (senza tutto il chiasso dei prodotti americani), cupo, condito di buoni sentimenti (soprattuto nel lieto fine da manuale) e con un buon ritmo, non privo comunque di alcune perdite di tono. La storia si snoda su due livelli, quello del presente e quello del passato della protagonista, e spesso il regista nostrano non riesce ad amalgamare tali elementi, data anche la non perfetta linea narrativa dei flashback, che appaiono alquanto lacunosi. Nonostante ciò, la pellicola ha una sua certa forza, particolarmente apprezzabile nel contrasto tra la dimensione domestica e familiare del presente di Irina e le tinte fosche e violente che il film acquisisce ogni qual volta faccia capolino il suo passato. Come già in "Malena", Tornatore ha un occhio particolare per il contesto in cui si svolge la storia, legando, a livello di caratterizzazione, personaggi e vicende a quella che è l'ambientazione. Sulla figura centrale di Irina si imperniano varie tematiche molto interessanti, dal tema d'attualità dello sfruttamento delle prostitute a quello della maternità incompiuta , che poi però nel film trovano uno sviluppo non pienamente convincente, con vari alti e bassi.
Molto particolari le scelte a livello di cast, dove il ruolo della protagonista è affidato alla semi-sconosciuta attrice russa Xenia Rappoport, mentre al suo fianco, con ruoli più o meno rilevanti, troviamo nomi come quelli di Michele Placido, Claudia Gerini, Margherita Buy, Alessandro Haber.
“La Sconosciuta” risulta un film godibile ma non eccelso, in grado di far fare anche qualche sobbalzo sulla poltroncina, ma con una sceneggiatura confusionaria e a tratti affrontata forse con superficialità.russa Xenia Rappoport, mentre al suo fianco, con ruoli più o meno rilevanti, troviamo nomi come quelli di Michele Placido, Claudia Gerini, Margherita Buy, Alessandro Haber.
“La Sconosciuta” risulta un film godibile ma non eccelso, in grado di far fare anche qualche sobbalzo sulla poltroncina, ma con una sceneggiatura confusionaria e a tratti affrontata forse con superficialità.

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