venerdì 10 novembre 2006

Il federale

Di Luciano Salce. Con Ugo Tognazzi e Georges Wilson. 100’, b/n, Italia 1961

Alla fine della seconda guerra mondiale, quando la liberazione è ormai imminente, Primo Arcovazzi (Ugo Tognazzi), ottuso fascista con ambizioni da federale, accompagna attraverso l’Italia un illustre, coltissimo prigioniero politico (Georges Wilson). Attraverso mille imprevisti, tra i due sorgerà un bizzarro rapporto d’affetto: Arcovazzi è costretto a fare i conti con l’inconsistenza dei propri preconcetti intrisi di propaganda, mentre l’anziano filosofo filodemocratico finisce per provare uno strano affetto nei confronti del suo “carceriere itinerante”: sarà proprio lui, a liberazione avvenuta, a salvarlo da una sommaria epurazione.
“Il federale” è un film molto importante nella storia del Cinema italiano: esso rappresenta, nel 1961, uno dei momenti fondamentali del passaggio dal neorealismo alla “commedia all’italiana”. Per la prima volta, il fascismo e la guerra non sono raccontati nei loro orrori, nelle loro brutalità, ma diventano lo scenario di una serie di peripezie tragicomiche (indimenticabile la scena in cui lo stupido ma zelante Arcovazzi guida un sidecar ed anticipa le irregolarità del percorso: “Buca! Buca con acqua!”). All’inizio degli anni ’60 il fascismo era una ferita ancora aperta, e per questo la produzione del film incontrò non poche difficoltà; a più di quarant’anni di distanza, “Il federale” è un’ottima testimonianza del momento in cui l’Italia iniziò a guardare con distacco – e anche con ironia – al proprio tragico passato. Pur non essendo un capolavoro (il tema dell’ottusità del fascista è abbastanza facile), si tratta tuttora di un’opera assai divertente e a suo modo anche profonda: la sceneggiatura di Castellano e Pipolo ha il pregio di sottolineare quell’inconfondibile bagaglio di fraterna umanità che da sempre è considerato pregio distintivo del popolo italiano (sebbene non sia facile capire dove finisce la verità e dove inizia l’oleografia).
Su questa pellicola di Luciano Salce (che qui fa una breve comparsata nei panni di un nazista) si sono fatti le ossa alcuni dei personaggi centrali del cinema italiano: oltre ai già citati Castellano e Pipolo, non si può dimenticare Ennio Morricone, che firma la sua prima colonna sonora.

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