lunedì 20 novembre 2006

Election 2

Autore: Lorenzo Riccò

Un film di Johnny To. Con Mark Cheng, Albert Cheung, Nick Cheung, Louis Koo. Genere Thriller, colore, 95 minuti. Produzione Hong Kong 2006.

Siamo nel 1997 e Hong Kong sta per passare dal dominio britannico a quello cinese; ma è anche tempo di elezioni per eleggere il nuovo capo delle triadi di Hong Kong. La leadership di Lok sta per giungere al termine e adesso serve un nuovo leader che possa portare pacifici profitti dal grande mercato cinese. Così tra sangue e favoritismi si consuma la scalata al potere di Jimmy, giovane d’ affari con le mani sporche che non vorrebbe fare il gangster, ma piace anche alle autorità cinesi…
Il regista Johnny To, dopo averci piacevolmente sorpreso a Venezia con “Exiled”, ci presenta in questa kermesse torinese, “Election 2”, anche in concorso al festival di Cannes, e secondo capitolo della saga sulla criminalità di Hong Kong (il primo era lo scorso anno sempre qui a Torino). Ma mentre il film veneziano, “Exiled”, era ricco di sparatorie e movimentato (vedi la recensione presente sul sito), questo è invece molto più sfaccettato e psicologico. In una prima parte descrittiva vengono analizzati i vari personaggi, nella seconda invece la trama decolla grazie ad una eliminazione fisica dei personaggi, in una corsa che si riduce per via di una mirabile scelta caratteriale a due singolii personaggi: Jimmy l’ uomo d’ affari e il bosso spietato, il primo vuole i poteri necessari per trafficare in pace ma dirà: “Voglio che i miei figli siano medici ed avvocati”, mentre il secondo vuole la carica in modo totalitario. In realtà Jimmy si rivelerà il più spietato macellaio, così macchiavellico da guidare il gioco. Dopo una vittoria costata moltissimo, si ritroverà suo malgrado “condannato” ad esercitare questa carica per sempre, così perfetto in quel ruolo da doverlo passare a suo figlio, una condanna da perpretarsi in più generazioni. Una sorta di maledizione alla “Machbet”, sottolineata anche da un uso pittorico del paesaggio, che segue lo stato d’ animo del protagonista e si incupisce su un finale dal sapore atavico. Uno dei film migliori a questo festival e meritatatmente acclamato.

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