mercoledì 25 ottobre 2006

Nuovomondo

Autore: Francesco Michelotti

Ha vinto!
“Nuovomondo”, di Emanuele Crialese, è stato scelto per rappresentare l’Italia alla candidatura all’oscar come miglior film straniero al prossimo festival del 2007.

In film era in concorso con altri grandi film della passata stagione, quali “il Caimano” di Nanni Moretti, “il Regista di Matrimoni” di Marco Bellocchio, “Romanzo Criminale” di Michele Placido, “Fuoco su di me “ di Lamberto Lambertini, “Lettere dal Sahara” di Vittorio De Seta e “Il mio miglior nemico” di Carlo Verdone(?!?).
Probabilmente “Nuovomondo” è stato scelto perché esporta ancora una volta una italianità celebre nel resto del pianeta, in particolar modo cara agli Stati Uniti. E Crialese deve saperlo bene dato che ha vissuto a New York gran parte della sua vita dove ancora giovane si era recato a studiare nella più prestigiosa facoltà di cinematografia e teatro degli USA, la Tish School of Art.
Laureatosi nel 1995 cominciò subito a raccogliere soldi per autoprodursi il suo primo importante lavoro (precedente è solo lo sconosciuto “heartless” del ‘94) in lingua inglese dal titolo “Once We Were Strangers” che passerà alla storia come il primo film di un regista italiano ad essere ammesso al Sundance Film Festival fondato da Robert Redford.
Ma il successo europeo di Crialese arriverà con “Respiro”, premiato a Cannes nel 2002; mentre per la fama in Italia si è dovuto attendere il 2006: leone d’argento al festival di Venezia con “Nuovomondo”. Un po’assurdo che per affermarsi nel proprio paese si debba girare così tanto!
Ma questo film merita tutto il successo possibile e sotto ogni aspetto. Si ha davanti una ottima regia che riflette una studiata sceneggiatura, ma anche la fotografia di Agnès Godard è impeccabile così come le originali ambientazioni.
Apparentemente il film affronta il tema dell’immigrazione italiana di inizi Novecento ma questa è una visione troppo superficiale: “Nuovomondo” parla del Sogno comune a milioni di italiani appena nostri bisnonni, della Speranza in una vita migliore, della ricerca di un’identità sociale rappresentata da un lavoro e da una casa nulla di più.
Nel nuovo mondo si va per le cipolle giganti, per le galline grosse come vitelli, per alberi di monete, per carote lunghe come automobili e per i fiumi di latte.
Si va per ignoranza Si va perché quello da perdere è poco più che una casa di pietre e un vecchio asino.
Nel nuovo mondo si va per disperazione.
Il fenomeno dell’immigrazione, che caratterizza l’Europa intera di quel periodo, viene identificato nella figura del siciliano Salvatore Mancuso (Vincenzo Amato, amico di Crialese e presente in tutti suoi film) e della sua famiglia composta dalla madre di Salvatore, Donna Fortunata interpretata dalla bravissima Aurora Quattrocchi ( “i Cento Passi”, “la Ribelle”) e dai due figli Pietro e Angelo rispettivamente Filippo Pucillo e Francesco Casisa giovani esordienti in “Respiro”.
Unica protagonista straniera è Charlotte Gainsbourg (“21 Grammi”, “Charlotte For Ever”) alias Lucy: sveglia inglesina che intreccerà la propria storia con quella dei Mancuso.
“Nuovomondo” oscilla fra il drammatico e il film storico ma risulta essere carico di un’attualità unica; riesce a farci sentire vicini ai nostri antenati e al tempo stesso ci dipinge completamente diversi, come se gettasse un ponte impraticabile fra vecchio e nuovo mondo. Mai prima di aver visto questo film mi ero sentito così orgoglioso delle mie tradizioni e al contempo così poco italiano.

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