mercoledì 18 ottobre 2006

Kurt Wenner, artista dell'illusione

Autore: Marco Radice

“Ciò che è difficile immaginare è la tenacia dell’illusione, l’ascendente che esercita su di noi anche dopo che ce ne siamo disingannati” Ernest H. Gombrich

Kurt Wenner fa parte di una ristretta e ingiustamente poco considerata cerchia di artisti le cui opere giocano sapientemente con le nostre percezioni e i loro limiti, provocando stupore nell’occhio incredulo dello spettatore, che rimane incantato a cercare la spiegazione di come ciò che vede sia possibile e di come l’artista abbia fatto a realizzare l’opera. Wenner è un madonnaro, ma i suoi dipinti sembrano emergere dal suolo e innalzarsi tridimensionalmente, come dotati di un volume proprio. L’osservatore non riuscirà facilmente a spiegarsi come questo sia possibile. Basta guardare la foto per rendesi conto di questo incredibile effetto.


Il trucco è presto spiegato: i dipinti sono fatti distorcendo fortemente le proporzioni, allungando con perizia scientifica le figure dopo aver deciso quale deve essere l’angolazione scelta per l’osservazione, che sarà l’unica dalla quale l’opera potrà assumere le corrette proporzioni. Se in un quadro da parete l’angolo d’osservazione è sempre perpendicolare alla tela e le corrette proporzioni si hanno solo da questa angolazione, in questo tipo di dipinti Wenner decide il punto da cui l’opera deve essere fruita e calcola conseguentemente quanto distorcere le figure al momento della realizzazione. Questa tecnica si chiama anamorfosi, è una tecnica antica e molto in voga nel ‘700 . Oggi è usata soprattutto per rendere leggibili dall’angolazione della telecamera le pubblicità sui prati degli stadi o nei circuiti di formula 1, ma fu utilizzata per secoli allo scopo di inserire in quadri o affreschi messaggi segreti o figure che non si voleva che l’osservatore percepisse. Solo dalla giusta angolazione le proporzioni saranno soddisfacenti, le figure “stabili” e quindi nominabili e immediatamente riconoscibili. Kurt Wenner non usa questa tecnica per celare segreti ma per sorprendere l’osservatore e per aumentare notevolmente la tridimensionalità dei suoi disegni ottenendo con questo sistema la visione dei suoi soggetti ad un angolo di circa 30° tra l’asse visivo e la superficie. Questa angolazione infatti “libera la tridimensionalità dell’oggetto dalla planarità della superficie” (Parovel,2004). Percependo le forme correttamente da questa particolare angolazione (da cui un dipinto normalmente si vedrebbe distorto) siamo portati a considerare il disegno come un oggetto reale e tridimensionale.
Per chi volesse dilettare la propria vista con altre sue creazioni, l’indirizzo del suo sito internet ufficiale è www.kurtwenner.com
Sul sito si può trovare anche una sua intervista. L’intervistatore gli chiede se come reagisca quando la pioggia cancella i suoi lavori. Inserisco solo un piccolo ma interessante estratto: “I'm not disappointed when the painting washes away because street painting is performance art, it's very much like attending a symphony. When the music ends everyone leaves with a memory of the music. My work is the same except one is left with a visual impression.”

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