sabato 2 settembre 2006

World Trade Center

Titolo originale: World Trade Center
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Oliver Stone
Cast: Nicolas Cage, Michael Pena, Jay Hernandez, Armando Riesco, Maria Bello, Maggie Gyllenhaal, Donna Murphy, Patti D'Arbanville
Produzione: Paramount Pictures, Double Feature Films, Intermedia Films
Distribuzione: UIP
Data di uscita: Venezia 2006
13 Ottobre 2006 (cinema)

Durante le operazioni di soccorso dopo gli attacchi terroristici alle "Torri Gemelle" dell'11 Settembre 2001, due agenti della Port Authority, rimangono sotto le macerie. Questa, la vera storia dei soccorsi ai due poliziotti e delle emozioni provate dai loro familiari.

Come detto in conferenza stampa, da Oliver Stone ci si aspettava un’approccio molto più polemico e controverso in merito ai fatti dell’undici settembre. Questa volta invece di descrivere la parte più nera e “sbagliata” dell’america, il regista prende le parti dei buoni sentimenti insiti dell’essere umano, che in seguito all’attentato, germogliano in tutti i personaggi del film, attraverso gli stereotipi più logori del pro-USA, fede, famiglia ,eroismo.
Ma il giudizio della pellicola necessita della consapevolezza del momento in cui è stata realizzata; l’inaspettato insuccesso al botteghino in america ci dimostra che forse la fretta di raccontare una tragedia che ancora non ha abbandonato il sentire comune del popolo americano, non ha provocato la reazione sperata.
E’ inutile sottolineare che in questo momento, nessuno avrebbe mai permesso a Stone di affrontare un film così, con lo spirito dell’ottimo J.F.K., ed è quindi comprensibile la via scelta dall’autore.
Il regista rinuncia al sensazionalismo, lasciando il posto alle emozioni che rompono la quotidianità, che permettono ad ognuno dei personaggi di riscoprire la solidarietà verso il prossimo e l’impredivilità della vita; sepolti sotto le macerie, i due poliziotti guardano la realtà da una prospettiva diversa dimostrando una voglia di vivere divisa tra istinto e cultura.
Da parte del sottoscritto l’impresa è ardua, forse per questa volta la sensazione di aver visto un brutto film, e l’istintivo bisogno di criticare cinicamente e cinematograficamente, un qualcosa che forse esprime l’unica cosa positiva e rassicurante, di un evento che ha cancellato migliaia di persone, deve rimanere quieto; meglio per una volta ascoltare quello che di bello c’è nel mondo anche se, forse non è vero.

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