lunedì 25 settembre 2006

Thank you for smoking

Autore: Francesco Michelotti

Sabato sera mi sono concesso il lusso di portare al cinema la mia ragazza.
Film scelto da lei: “thank you for smoking”.
Si tratta del primo importante lavoro per il grande schermo dI Jason Reitman, già regista e sceneggiatore di film-documentario sconosciuti alle masse a sfondo politico-religioso (“Uncle Sam”, “In God We Trust”).
Figlio d’arte di Ivan Reitman, grande produttore di Hollywood e regista di molti film fra i quali i famosissimi Ghostbuster e Ghostbuster II (dove recita anche il giovane Jason).
Una volta in sala marpioneggio fino a che non si spengono le luci dopodiché mi lascio trascinare dagli originali titoli iniziali.
Il film scorre, anzi corre!
L’attore Aaron Eckhart si presenta nei panni di Nick Nailor, un brillante yuppy che fa le veci della American Big Tobacco.
Come un degno allievo di Schopenhauer il suo lavoro consiste nell’avere sempre ragione, anche se si tratta di far credere che il fumare non fa male.
Lo spettatore viene continuamente stuzzicato dal clima sociale volutamente scorretto che pone addirittura le organizzazioni contro il tabacco in un ruolo negativo.
Durante la proiezione si ride e si riflette.
La bravura del regista è, infatti, quella di aver camuffato un film politico in una commedia.
Si alternano senza sdubbiare momenti di situation commedy americana, buoni per tutti i palati, ad altri che assumono toni leggermente più drammatici e impegnati.
Per fare ciò risulta indispensabile la figura del figlio di Nick (il giovane Cameron Bright), la cui parte è usata dal regista come pretesto per dialogare direttamente con il pubblico.
Nonostante questo i personaggi s’incontrano ma non si fondono, sfiorando l’isolamento per esempio come nel caso dell’anziano “Capitano” del tabacco interpretato da Robert Duvall, da evidenziare nel film più che altro per i dialoghi intelligenti.
A parte la bravura di Eckhart, c’è da notare anche l’impegno di Katie Holmes che viene però penalizzata, nella versione in italiano, dalla voce della doppiatrice: ricorda troppo il suo personaggio di lancio nella serieTV “Dowson’s Creek”.
Anche se appare per poco tempo Sam Elliot ( lo straniero de “il grande Lebowski”), qui è perfetto nella parte dello scorbutico sig.Marlboro.
Alla fine il regista vuole mettere a posto nella storia troppe cose tutte insieme ma comunque ci offre, in linea col resto del film, un amaro ma originale happy-ending.
Si accendono le luci e realizzo che non si è visto nessuno fumare per tutta la durata della pellicola!
All’uscita lo scenario è diverso: davanti a noi gruppi di tabagisti riuniti come fumanti stonehenge di carne che finalmente si godono la loro sigaretta liberi dai divieti del cinema.
“Thank you for smoking” non è un film contro il fumo.
E’ senz’altro un film da vedere e da intendere, arguto e ben studiato che sa mettere in ridicolo e scherzare sugli stereotipi del presuntuoso “sistema” americano.

Per quella sera comunque ho preferito non fumare beandomi di altri piaceri della vita!

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