mercoledì 6 settembre 2006

Piccole paure condivise

Titolo originale: Petites peurs partagées (Private fears in public places)
Nazione: Francia, Italia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Alain Resnais
Cast: Sabine Azéma, Lambert Wilson, André Dussollier, Pierre Arditi, Laura Morante, Isabelle Carré, Claude Rich
Produzione: Arena Films
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: Venezia 2006


Piccole paure condivise, opera teatrale del 2004 del commediografo Alan Ayckbourn, è un omaggio di Alain Resnais all'artista inglese attivo dalla fine degli anni '50 ad oggi.
L'opera è incentrata sulle relazioni casuali intrecciate da sette personaggi nella Parigi di oggi.
Secondo quanto dice lo stesso Resnais in un'intervista, "le relazioni tra i protagonisti mi ricordano la tela di un ragno stesa tra due cespugli di ginestrone [...] sono come insetti che si dibattono nel tentativo di sfuggire alla trappola. Ogni volta che ciascuno si muova, urta un altro punto della ragnatela ed un altro personaggio, con cui non aveva precedentemente alcun legame".

Tra i vari Gialli e film socialmente impegnati, qui alla Mostra, fa capolino una perla del navigato regista francese Alain Resnais. Una pellicola che indaga l’animo di alcune “piccole” persone sole, impegnate nella continua ricerca di un po’ di felicità; ognuno di loro reagisce alle proprie sofferenze in modo diverso: Chi si affida alle fede, chi all’alcol chi alla ricerca incessante di un probabile compagno e chi cerca semplicemente, senza riuscirci, di far si che la propria vita non cambi.
All’inizio del film una ripresa aerea sorvola una Parigi coperta dalla neve e ci porta all’interno di un appartamento; da quel momento tutto si svolgerà in interni, i personaggi sfuggono all’imperterrita nevicata cercando nei caldi appartamenti, nei bar, nei luoghi di lavoro, un pretesto per migliorare la propria esistenza.
Ma proprio in un appartamento, nella prima scena, il personaggio interpretato da Laura Morante mostra a colui che vuole venderli l’abitazione, che il muro che divide una delle stanze, compresa la finestra, non potrà che portare i futuri inquilini a gelare dal freddo o a morire di caldo; come se il destino delle persone fosse segnato a prescindere dai sentimenti che le spingono cercare una via per cambiarlo.
Questo concetto si ripeterà nel film dove i protagonisti saranno costretti ad affrontare delusioni e desideri irrealizzabili, provocati avvolte dalla stessa volontà di cancellarli.
Alla fine tutti verranno sopraffatti dalla consapevolezza della loro condizione; ma il regista regalerà loro uno spiraglio di luce che penetra anche muri, pronto a sciogliere la neve dalla quale non possono fuggire.

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