mercoledì 6 settembre 2006

La stella che non c'è

Titolo originale: La stella che non c'è

Nazione: Italia, Francia, Svizzera
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 104'
Regia: Gianni Amelio
Cast: Sergio Castellitto, Wang Biao, Tai Ling, Hiu Sun Ha, Angelo Costabile, Xu Chungqing
Produzione: Cattleya, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Venezia 2006 - 8 Settembre 2006 (cinema)

Una delegazione cinese arriva in Italia per rilevare un grande impianto da un'acciaieria in disarmo. Vincenzo Buonavolontà, manutentore specializzato nei controlli delle macchine, è convinto che l'altoforno in vendita non sia in buone condizioni e, secondo coscienza, vuole ostinatamente trovare il guasto. Vincenzo scopre il difetto dell'impianto quando però i cinesi sono già ripartiti con tutto il carico per il loro Paese. Il protagonista senza esitazione parte alla volta di Shanghai e inizia così l'odissea di Buonavolontà in una Cina che non somiglia affatto all'immagine che ne aveva da lontano. Accompagnato da Liu Hua, una ragazza poco più che ventenne, Vincenzo percorre in lungo e in largo il grande Paese alla ricerca del "suo" impianto.

Ormai non stupisce più la maestria di uno dei registi italiani più preziosi e maturi di questi tempi. Ancora un volta Amelio torna a parlare della continua ricerca della comunicazione tra esseri umani. Molte sono le differenze che separano i protagonisti, che solo dopo un’ intenso percorso, fatto di incomprensioni, scoperte, viaggi, riusciranno forse a toccare ciò che sta dietro al muro che li divide.
Come sempre l’approccio di Amelio e delicato e intenso, accarezza e frusta i personaggi portandoli a rivedere le loro convinzioni, di fronte ad un universo collettivo e individuale che non conoscevano. Buonavolontà, per tutto il film è in preda alla fretta di andare avanti pur non conoscendo quello che lo aspetta; ma ci sarà un momento verso la fine del suo viaggio, nel quale lui si ferma, per la prima volta ascolta le parole di un operaio nonostante non ne comprenda il significato.
Il suo percorso ormai è finito, forse non è riuscito a comprendere ciò che lo circonda, ma non ha importanza, solamente il fatto di aver vissuto questa esperienza li basta e sente che dentro di se, è cambiato. Importantissima l’interpretazione di Castellitto, che come sempre presenta un personaggio intenso ma pieno di conflitti, un personaggio che si fonde con il film non permettendo che lo spettatore perda di vista l’anima dell’opera, ma anzi la contempli insieme a lu,i immedesimandosi con le sue paure e gioie.

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