sabato 2 settembre 2006

Infamous

Regia: Douglas McGrath
Interpreti: Sandra Bullock, Gwyneth Paltrow, Toby Jones, Daniel Craig, Sigourney Weaver, Jeff Daniels, Isabella Rossellini, Hope Davis, Brett Brock, Brady Coleman
Distribuzione Internazionale: Arclight Films
Nazionalità ed anno: USA, 2006
Durata: 118’
Titolo originale: Have You Heard?
Note: film d’apertura della Sezione Orizzonti

Il film coglie un episodio chiave della vita di Truman Capote (Toby Jones), ovvero il lavoro di investigazione sul crimine alla base del suo celebre romanzo-documento "A sangue freddo" (In cold blood, 1966). Coadiuvato dalla scrittrice Harper Lee (Sandra Bullock), Capote inizia il suo lavoro intervistando sui due giovani assassini, Perry Smith (Daniel Craig) e Dick Hickock (Lee Pace), autori del feroce delitto realmente avvenuto, ed esattamente ricostruito nel romanzo.
Capote scava nella psicologia dei due individui, ma l'approfondimento della loro vicenda lo coinvolge, al punto da complicare il suo lavoro di scrittore e la sua stessa esistenza. Ciò che all'inizio sembra solo un viaggio dell'ironico Capote negli eleganti circoli della sofisticata cafè-society di Manhattan, si tinge di toni ben più oscuri nell'incontro con questo strano caso.

Sembra incredibile che, dopo l’uscita di Truman Capote alla scorsa Berlinale, qui a Venezia venga presentato uno spaccato dello scrittore, che “ricalca” quasi alla perfezione il precedente film sul piano della scelta del soggetto e addirittura nello svolgimento dei fatti narrati. Ma se sul piano della narrazione le due pellicole si assomigliano molto, non è così per l’aspetto più profondo e stilistico che lo contraddistingue.
La vita di Truman viene descritta nel momento della sua rottura, lo stile di McGrath infatti assume sembianze da commedia sofisticata durante le scene della New York snob, dove Capote intrattiene conversazioni basate sul pettegolezzo e sulla propria vita mondana, e muta in dramma psicologico nel periodo del soggiorno nella cittadina dove si è consumato il tragico delitto. Ora la regia è più ferma e distaccata, i colori freddi hanno preso il posto di quelli caldi, tingendo l’animo dello scrittore di un inquietudine mai provata prima.
Tutta la seconda parte del film è incentrata sul rapporto che si forma tra Capote ed il detenuto Perry; tra i due nascerà un intimo legame, scopriranno di essere molto simili scavando insieme nell’animo più scura e vero dell’essere umano.
“Il dolore della vita è l’unica cosa che unisce ricchi e poveri”, dice il protagonista ad una sua amica; per quanto possa sembrare qualunquista e retorica, questa frase è il frutto di una certezza che invade Truman con tutta la sua forza, rendendolo capace di pronunciarla solo dopo averlo provato sulla sua pelle, una certezza che colpisce indiscriminatamente tutti a sangue freddo.

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