sabato 9 settembre 2006

Il diavolo veste Prada

Autore: Lorenzo Riccò

Titolo originale: The devil wears Prada
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Regia: David Frankel
Sito ufficiale: www.devilwearspradamovie.com
Cast: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Adrian Grenier, Tracie Thoms, Rich Sommer
Produzione: 20th Century Fox, Fox 2000 Pictures, Peninsula Films
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: Venezia 2006
13 Ottobre 2006 (cinema)

Andrea (Anne Hataway) , una ragazza dell' Ohio, arriva nella grande mela con un buon curriculm scolastico e cerca lavoro in una testata giornalistica. E' ingenua, di buoni principi e naturalmente non si intende di moda, nè di superiori indiavolati, figuriamoci se queste due cose sono unite insieme. Insolitamente però, riesce a farsi assumere in "Runway", massima rivista di moda, come seconda segretaria di Miranda Priestley (Maryl Streep), vera autorità mondiale nel campo. L' intenzione è di stazionarvi un solo anno per ottenere delle credenziali per giornali ben più impegnati, ma adesso che il posto è ottenuto deve eseguire ogni impossibile ordine (perfino recuperare il manoscritto inedito di Harry Potter) e far di tutto per piacere al suo capo, ma fino a dove può spingersi senza stravolgere se stessa?

Tratto dall' omonimo libro di Lauren Weisberg, la commedia di David Frankel, ex regista di "Sex and the City", risente chiaramente della nota serie tv, trasportandovi al suo interno una candida Anne Hathaway, in un ruolo non molto distante da altri suoi film come "Pretty Pricess". Con queste tre righe, il film sembrerebbe proprio un disastro, ma in realtà è abbastanza brillante, ambientato in una frenetica New York, dominata dal potentissimo capo, superba interpretazione di Maryl Streep. La storia è la classica favola a sfondo morale, in cui tutti, se hanno una buona volontà e un pò di carineria possono raggiungere la vetta, nel miglior stile del self made man o woman come in questo caso. Ma allora dove sta il bello di stò film? Sicuramente nei dialoghi radenti, a brucia pelo, che sfoderano massime e battutine sul mondo della moda, negli equivoci, nel trasformismo e nell' ironia, apparentemente contestatrice. Apparentemente, perchè si vuole sì condannare un lavoro alienante che richiede una taglia non superiore alla 40 e di trasformarsi in perfezione assoluta, ma il suo fascino sta proprio nel bollire nel brodo delle sfilate, nelle apparizioni di Valentino, di Gisele e nell' approvare tutto l' intero sistema. Comunque bando ai moralismi, il film è carino, scorrevole e la sua intenzione è proprio questa, sarebbe inutile fare un' analisi in questo senso; la riserva sta solo nell' immancabile lieto fine, quando il cellulare con su scritto il nome di "crudelia demon" viene lanciato in acqua e la nostra protagonista volta le spalle tornando dal suo umile principe azzurro. "Ti sei venduta l' anima quando hai indossato le tue prime scarpe di Johnny Choo" eh sì, il diavolo può apparire in molte forme, ma questa è sicuramente la più leggera.
Sicuramente tra i più pubblicizzati della mostra, stracciando gli altri almeno in fatto di cartelloni.

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