giovedì 7 settembre 2006

Euforia

Autore: Lorenzo Riccò

Titolo originale: Ejforija

Nazione: Russia
Anno: 2005
Durata: 74'
Regia: Ivan Vyrypaev
Cast: Polina Agureeva, Maksim Ušakov, Mihail Okunev, Zoja Zadorožnaja, Vjaceslav Kokorin , Madlen Džabrailova, Maksim Litovcenko
Produzione: First Movie Partnership, 2PLAN2
Data di uscita: Venezia 2006

Pavel non ce la fa più a nascondere il suo amore per Vera, una donna sposata e con una bambina, conosciuta al matrimonio di un loro comune amico. Perciò decide di dirle la verità, i due si amano ma non sanno il perchè. Un avvenimento inaspettato li unirà: Masha la figlia di Vera perde un dito, morsa dal cane di famiglia, sarà questa rottura a unirli e vivranno un’ euforia d’ amore. Il marito non digerirà la cosa e si mette minaccioso sulle tracce dei due amanti in fuga.

L’ opera prima del regista russo di esperienza teatrale Ivan Vyrypaev, è un inaspettato gioiellino di 74’ minuti alla 63esima Mostra del cinema. Il film si apre con delle panoramiche aeree sulla steppa russa, con le sue strade isolate che finiscono per incrociarsi e separasi nello spazio sconfinato, metafora propria del film. La storia, come avete letto è molto semplice, essenziale, nientaltro che una fuga d’ amore, con la gelosia a far da sfondo, ma il merito dell’ opera sta nel fascino figurativo, nelle immagini che incantono lo spettatore fin dai primi fotogrammi, negli assolati paesaggi del niente, ricchi di luce, dove il regista inserisce pochi ma essenziali personaggi, che compongono la storia come in una rappresentazione teatrale. Figure umane inserite nel contesto come delle vere e proprie sculture, posizionate nel “quadro dello schermo” in maniera equilibratissima. Partendo dal principio, si potrebbe equivocare per una commedia: un ragazzo va in motorino felice sopra queste strade e la colonna sonora parte con una vivace intonazione di archi. Ma poco dopo il film si snoda nella sua vera natura, e la fuga amorosa si rivela nella sua sfaccettatura: il senso di libertà dei due amanti, scene di romanticismo e di nudo che ricordano certi passi di Antonioni dove nell’ euforia dell’ amore, anche una madre premurosa può dimenticarsi illogicamente del dramma della figlia ferita, la quale non può essere trasportata all’ ospedale, dato l’ isolamento della casa ; scene di follia con il marito ubriaco che vaga per la steppa armato di fucile. Sarà l’ ironia di un fatalismo amaro che farà incontrare queste tre persone nell’ immensità del paesaggio scavato dal fiume e farà concludere nel dramma una bella storia d’ amore, incominciata in commedia e finita nel sangue.
“Euphoria”, è sicuramente un’ ottimo film, uno di quelli che non ti aspetti, ha il merito di farti dimenticare la marea di film orientali presenti alla mostra, che quest’ anno (perora), si sono rivelati tutt’ altro che entusiasmanti. Un film, di tradizione russa (omaggio al “Sacrificio” di Tarkovskij con la casa incendiata dal padre), ma che presenta tanti elementi giovani e personali

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