sabato 9 settembre 2006

Bobby

Autore: Lorenzo Riccò

Titolo originale: Bobby
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 120'
Regia: Emilio Estevez
Cast: Anthony Hopkins, Helen Hunt, Nick Cannon, Emilio Estevez, Colin Ferguson, Demi Moore, Freddy Rodriguez, Sharon Stone, Elijah Wood, Michael Bowen, Laurence Fishburne, Ashton Kutcher, Heather Graham, Jacob Vargas, Martin Sheen, Gus Lynch, John Lavachielli, David Krumholtz, Harry Belafonte, Lindsay Lohan, Christian Slater, Joshua Jackson, William H. Macy
Produzione: Bold Films
Data di uscita: Venezia 2006


La giornata e la tragica notte del 4 Giugno 1968, data in cui venne assassinato Robert “Bobby” Kennedy, durante i festeggiamenti all’ hotel Ambassador di Los Angeles per la vittoria alle primarie della California. Il breve arco di tempo viene raccontato attraverso gli occhi e le voci di molti personaggi: un immigrato messicano e il cuoco di colore (Laurence Fishburne), un ex impiegato dell’ hotel (Anthony Hopkins) e un altro appena licenziato (Christian Slater), il direttore e sua moglie (William Macy e Sharon Stone), due ragazzi impegnati nella campagna pro-Kennedy e uno spacciatore (Ashton Kutcher), una coppia neo sposata (Lindsay Lohan e Elijah Wood), e un’ altra in seconda luna di miele (Helen Hunt e Martin Sheen), una cantante sulla via del tramonto (Demi Moore), una giornalista cecoslovacca e tanti altri personaggi. Per tutti loro Kennedy una speranza, così diversa ma al tempo stesso comune a tutti i personaggi.

Basta dare un occhiata allo strepitoso cast per rendersi conto delle dimensioni del film, tutti i personaggi hanno accettato di farlo per una condivisione ideologica con il regista Emilio Estev, all’ ombra della figura di “Bobby” Kennedy, il cui assassinio mette ufficialmente fine alle speranze di un’ intera società americana, quella che voleva il ritiro dal Vietnam, quella che ancora credeva in una solidarietà internazionale non portata dai carri armati, quella già provata dall’ assassinio di Martin Luter King e John F. Kennedy e che vedeva in Bobby l’ ultimo appiglio delle loro aspettative. Potremmo analizzare il film sotto diversi punti di vista: quello del pensionato Hopkins, dal suo lavoro erano passati tutti gli anni d’ oro dell’ Ambassador Hotel e l’ assassinio di Kennedy rappresentò la fine degli anni magici, per il cuoco e il messicano significava invece una possibiltà di fratellanza e parità sociale, nella coppia di sposi Lohan-Wood si vedono invece i riflessi della guerra in Vietnam, in cui un matrimonio di convenienza può salvarti dal fronte. C’ è spazio anche per una parentesi spensierata nella esperienza con Lsd da parte dei due giovani impegnati nella campagna presidenziale, fornisce di qualche risata il film e si affaccia sull’ atmosfera del ’68. Come per tutti la candidatura di Kennedy rappresentava qualcosa, anche la sua morte ha un significato simbolico e chi sembrava essere lontano dal personaggio come il “razzista” Christian Slater e l’ alcolizzata Demi Moore, ne risentono profondamente, mentre gli altri attori suggeriscono l’ idea del regista: i nostri anni stanno agli antipodi delle idee di “Bobby”, zittite con la pistola il 4 giugno del 1968.
Da apprezzare nel film è sicuramente l’ unità ideologica, la sentita partecipazione da parte di tutto il cast, che trasforma il film in una buona storia corale, sfaccettata ma convergente verso un unico centrale obbiettivo. Qualche riserva invece sul tono del film, che non si risparmia certo in retorica, non diretta fortunatamente verso una nazione (Dio benedica l’ America), ma verso un’ idea che seppur positiva non impedisce di chiudere con l’ immagine della bandiera statunitense.

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