giovedì 13 luglio 2006

Roger Waters: Concerto di Lucca

Vedere Roger Waters a Lucca non è certo una cosa che capita tutti i giorni e il suo concerto è atteso con trepidazione e con un traffico come non ricordo esservi mai stato in città. Concerto di spicco all' interno dell' ormai noto Summer Festival, si deve alla sua presenza e al suo show fatto di videoproiezioni e fuochi d' artificio se il pqlco è cosi insolitamente grande. "The creative genius of Pink Floyd", trascina dietro di sè una moltitudine di spettatori che in questa sua terza e ultima data italiana (dopo Verona e Roma) affollano la piazza fin dall' apertura dei cancelli alle ore 19.00.
Nelle due ore e mezzo che attendi sotto il sole compressato insieme agli altri spettatori hai modo di pensare ai Pink Floyd, ai tuoi cd ormai graffiati dal frequente uso, a quanto hanno significato per te, alle ore passate con il testo di "The Wall" alla mano, alla loro influenza su un' intera epoca e poi alla divisione, alle fazioni Gilmour-Waters, gli avvocati ecc. ma tutti questi pensieri vengono stroncati dall' attacco di "In the Flesh" e lo spettacolo comincia con un' esplosione di fuochi d' artificio. Roger Waters è sul palco e si contano altri 11 musicisti insieme a lui: 3 chitarristi, 2 batteristi, 1 sassofonista 2 coriste, 1 pianista (il figlio di Waters) e 1 organista. Seguiranno diversi successi presi da vari album come: "Mother", "Wish you were here", "Dogs", "Perfect Sens", "Shine on you crazy diamond" (qui vengono proiettate immagini dell' appena sconperso Sid Barrett), cantate da Waters con l' energia di un ragazzino e una partecipazione da prima esecuzione come se non fosse trent' anni che le suona in giro per il mondo. C' è tempo anche per una nuova canzone scritta un paio d' anni fa, dove accusa apertamente Bush e condanna la guerra in Iraq.
Ma ecco che compare il celeberrimo schermo circolare e dopo un puntuale intervallo, Waters torna sul palco ed è il turno di "Dark side of the moon" e sale sul palco in mezzo a un' ovazione anhe Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, forse per celebrare Sid Barrett scomparso proprio ieri. La scaletta è identintica a quella dell' album, ma le sensazioni sono quelle che solo un concerto dal vivo ti puo' dare, ma sentire Quei pezzi cantati dalle labbra di Waters quando pensavi di aver perso l' ultimo treno, è veramente una sensazione inesplicabile. Contribuiscono allo show i filmati e gli effetti speciali che contribuirono a creare il mito dei Pink Floyd, anche se il pupazzo gonfiabile di un astronauta e i lanciafiamme sopra il palco sanno stavolta un po' di manierismo, un' ennesima riproposizione, peraltro in piccola scala che banalizza le cose. Forse bastava l' esecuzione puramante musicale per far volare il pubblico sul lato oscuro della luna.
Comunque Waters si conferma ancora un volta uno strabiliante show-man, capace di cantare i suoi anni che furono con l' attualita' d' oggi, consacrando (forse) per l' ultima volta dal vivo le canzoni dei Pink Floyd. Ah, tra parentesi c' è ancora tempo per l' esecuzione di "Another brick in the wall", "Vera" e "Comfortably Numb", per un totale di 2 ore e 40 minuti di concerto. Da non crederci vero?

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