domenica 4 giugno 2006

Mama Cass, la ragazza grassa

Una breve storia sul costo delle scarpe di tela, sui Mamas & Papas e sul talento sprecato.

Qualche giorno fa, conversando con un’amica, notavo questo: il novanta per cento dei giovani che scelgono di diventare freak-hippy-grunge-ecc. è stato un bambino grasso, timido e solitario. E quindi, in pieno vigore postpuberale, si compra delle belle converse (che, per inciso, ormai stanno a 70 euro), una maglietta a righe, non si fa la barba (oppure, per le signorine, si pianta qualche chiodo nella guancia) ed entra trionfalmente nel club degli ex-emarginati. La cosa, però, somiglia sempre più al film “Zombie lake”: questi ex bimbi ciccioni sono una lobby potentissima, che controlla la carta stampata, le più alte cariche dello Stato e pure il voto degli Italiani all’estero, mentre gli ex bulletti delle scuole medie ormai stanno tutto il giorno a spaccarsi il culo in qualche carrozzeria. Premessa lunghissima e contorta (ma mi andava di farla) per arrivare ad una semplice conclusione: non fare di tutta l’erba un fascio. Sì, lo so: le conventicole sono fastidiose (“Caterina va in città” docet). Però, a volte, si può trovare una ragazza grassa che è davvero speciale e non smetterà mai di essere timida e solitaria.
E’ il caso della grande, ingiustamente dimenticata Mama Cass Elliot. Vi ricordate i Mamas & Papas? C’era una figona, Michelle Phillips, che non sapeva fare granché, ma certo faceva la sua porca figura (certe cose succedevano anche prima di Mtv, cari miei). E poi c’era Mama Cass, cantante dalla voce strepitosa e dalla corporatura robusta, unico membro della band ad avere avuto una significativa carriera solista. Forse a quei tempi la lobby degli ex-sfigati ancora non esisteva, chi può dirlo. Fatto sta che Mama Cass non riuscì mai a trovare nessuno che la aiutasse e sapesse valorizzare il suo talento. Prendetevi le sue registrazioni: la voce è stupenda e dolcissima, ma la produzione affoga tutto in una melassa di archi, campanellini e sciocchezzuole varie (emblematica “Dream a little dream of me”). Forse è proprio questa triste ottusità il motivo per cui Mama Cass Elliot morì a soli trentatré anni, a seguito (guarda caso) di una dieta dimagrante sconsiderata. A lungo è circolata una leggenda metropolitana demente, secondo cui Mama Cass sarebbe morta strangolata, ingozzandosi con un panino. E’ la dimostrazione di quanto la gente possa essere stupida e di come una giovane donna, anziché essere orgogliosa del proprio talento, possa rimanere intrappolata nello stereotipo della “ragazza grassa”. Fosse nata oggi, forse, sarebbe una star e duetterebbe con Avril Lavigne, con una bella maglia a righe; all’epoca, invece, dovette beccarsi un sacco di cattiverie immeritate. Niente commemorazioni nostalgiche, per carità. Solamente, ci serva di lezione: ascoltiamo il disco, invece di guardare la copertina.

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