lunedì 15 maggio 2006

Creedence Clearwater Revival: gioia, spensieratezza e sogno

Autore: Matteo Pennati

Siamo ormai giunti in estate: scorrazzare in auto fino a sera, i finestrini aperti e il braccio fuori, le ragazzine che, abbandonati i maglioni invernali, indossano provocanti cannottierine, i concerti all’ aria aperta, ubriacature bucoliche con gli amici e sogni di libertà. Rimane chiusa nelle custodie dei cd la musica più complessa e difficile, in favore di sonorità più semplici e spensierate: dallo stereo ricominciano ad uscire le canzoni dei Creedence Clearwater Revival. Pensieri di gioia e speranza abitano la mia mente, guido le strade del mio paesino, convinto di attraversare le sconfinate pianure americane. Ogni tanto mi volto alla mia sinistra per guardare Mary Lou, deliziosa con quel suo vestitino bianco e soffice, e con i suoi capelli castani sollevati dal caldo vento estivo. La pianura davanti a me è sconfinata e dalla specchietto retrovisore vedo avvicinarsi Peter Fonda e Dannis Hopper sulle loro Harley.
Beh, questo è il potere dei Creedence: farti sognare, spingere la tua mente lontano, nei luminosi pomeriggi d’ estate. Si signori la loro non è solo musica, ma anche un modo di vivere l’ estate con tutte le sue bellezze.

La band di J.C Fogerty rappresenta, insieme ad alcune altre, la base del Rock: come un prete non può definirsi tale se non conosce il Padre Nostro, allo stesso modo non si può dire di conoscere il Rock se non si sono mai ascoltati i Creedence Clearwater Revival. La loro musica, priva di riferimenti a droga, sesso e ideali rivoluzionari e mai aderente a movimenti d’ avanguardia, esalta la purezza, la semplicità ed una gioia incontaminata; non servono particolari codici interpretativi, poiché brani come “Bad Moon Rising”, non vanno compresi ma solo ascoltati. I C.C.R. non sono mai divenuti un’ icona culturale (diversamente dai Doors, ad esempio), non sono mai stati imitati da un punto di vista estetico e scenografico, mai hanno fatto moda, mai sono stati dei miti e mai hanno bagnato le mutandine delle ragazze , però in ogni tempo e in ogni parte c’ e sempre qualcuno che sogna ascoltando le loro canzoni. Questo per un solo motivo: la GIOIA.
L’ articolo è breve, perché poche sono le parole utili per definire questa band…….. Quindi cari lettori, prendetevi un bel Cd (il miglior è sicuramente Cosmo’ s Factory) e ascoltatevelo: è sufficiente ciò per amare i Creedence.

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