venerdì 14 aprile 2006

Le tre sepolture

Titolo originale: The three burials of Melquiades Estrada
Regia: Tommy Lee Jones
Cast: Tommy Lee Jones, Barry Pepper, Julio César Cedilo
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Durata: 115'

Nella terra tra il Texas e il Messico, la polizia di confine controlla con la giusta dose di noia e intolleranza il via vai di clandestini che provano a mettere piede sul suolo americano.
Varie storie si intrecciano: il nuovo agente trasferitosi con la giovane moglie passa le sue giornate a masturbarsi noiosamente nella jeep in mezzo al deserto, mentre la compagna cerca di affrontare la nuova vita di casalinga trentenne; in contemporanea un ranchero messicano trova lavoro insieme ad un solitario cowboy, rugoso e malinconico; tra i due vaccari è l’inizio di una forte amicizia. Tutto viene interrotto dall’accidentale omicidio dello straniero Melquiades da parte del poliziotto novello.
Il crepuscolare cowboy Pete, non si dà pace e dopo aver rapito l’agente impunito, lo costringe a intraprendere un viaggio iniziatico nel deserto per raggiungere il luogo natio del defunto.

Con questa seconda regia, Tommy Lee Jones si riconferma un autore vecchio stile, dalla morale di ferro e intensa che ricorda il maestro Clint Eastwood (“Gli Spietati”).
Se però nel film si respira un aria di ritorno alle origini, si può evidenziare un’interessante e matura contraddizione: le lunghe panoramiche alla John Ford e lo stampo delle inquadrature classiche prive di orpello, si mettono in contrapposizione con una sceneggiatura magistralmente frammentata, piena di ellissi temporali e flash back, firmata dall’ormai affermato Guillermo Arringa (“Amores Perros”, “21 Grammi”).
Il viaggio si trasforma a poco a poco in un calvario verso la redenzione fatto di simbolismi spinti fino al grottesco, senza lasciare spazio alla minima sfumatura interpretativa. La compiacenza lascia spazio all’impassibilità di un destino che si deve compiere a tutti costi. Tutto si eleva al di sopra della realtà tangibile, il poliziotto non ha ucciso volontariamente, ma sconterà lo stesso la pena; arrivati alla fine i due si ritroveranno di fronte all’incertezza dell’esistenza stessa del defunto, ora nemmeno i personaggi hanno più importanza, ora l’impassibilità diviene incredula rassegnazione e il tutto si risolve di fronte al raggiungimento della consapevolezza di una vita buia e inconoscibile.

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