lunedì 27 febbraio 2006

Valerio Evangelisti - Intervista Esclusiva

Autore: Francesco Zavattari - Direttore di 4rum.it

Valerio Evangelisti è un più che interessante 54enne bolognese; si è laureato in scienze politiche, poi è stato docente e ancora funzionario del ministero delle finanze.
La cultura italiana e non solo, gli è grata però per aver scelto la strada della letteratura che ha permesso a tutti di conoscere un autore veramente eccezionale salito all’olimpo dei più letti e conosciuti nell’arco di pochi anni. Oggi i suoi bellissimi romanzi di narrativa fantastica sono pubblicati dalla Mondatori. I suoi libri escono in edicola allegati ai maggiori quotidiani (sintomo per fortuna, che a volte la qualità può ancora essere popolare), decine di prodotti da fumetti a opere radiofoniche gli sono dedicati e cresce a vista d’occhio la lista dei suoi sostenitori.
Noi evitiamo di fare una lista delle sue opere e dei suoi riconoscimenti onorevoli, per questo c’è il portale dedicato al lavoro di Valerio www.eymerich.com, semplicemente vi proponiamo l’intervista esclusiva realizzata per farvi meglio conoscere questo meraviglioso personaggio.

Valerio, è un onore e un grande piacere averti ospite di 4rum.it, quindi prima di tutto ti ringrazio anche a nome di tutta la redazione. Allora, per i pochi che non conoscono la tua opera, come la descriveresti? Di cosa parlano i tuoi romanzi?

Molti sono romanzi fantastici, prossimi alla fantascienza. Otto di essi trattano di in inquisitore del ‘300, Nicolas Eymerich (realmente esistito), alle prese con casi inquietanti che trovano la loro soluzione secoli più tardi. Poi c’è il ciclo del “metallo urlante”, che parla della sostituzione del metallo alla carne e del simultaneo raffreddamento dei sentimenti. Protagonista ne è un pistolero del Far West, cinico e scontroso, denominato Pantera. I tre volumi di “Magus – Il romanzo di Nostradamus”, sono a metà tra storia e fantasy. Decisamente storici sono il romanzo Noi saremo tutto, che può sembrare un noir, mentre tratta degli anni ruggenti del movimento operaio americano, e il recente “Il collare di fuoco”, primo di due volumi sulla nascita del Messico moderno.

Ogni grande artista, anche chi come te si è differenziato nel tempo per la propria originalità, ha e ha avuto degli ispiratori. I tuoi quali sono stati? C’è un padre putativo intellettuale di quello che è oggi l’apprezzato e vendutissimo Evangelisti?

Non c’è un ispiratore preciso: ce ne sono tantissimi! Potrei spaziare da H. P. Lovecraft a Jack London, da Dashiell Hammett a Conan Doyle, ad H.G. Wells, a Emilio Salgari. Da ragazzo ero un lettore onnivoro, e ogni cosa letta ha lasciato la sua traccia. Poi, divenuto scrittore professionale, ho deciso di seguire tutte queste suggestioni, ma facendo in modo che la sintesi finale fosse esclusivamente mia.

Chi ti segue sa bene che il tuo lavoro ha influenzato svariate forme artistiche; ci sono fumetti, canzoni, programmi radiofonici e se non sbaglio anche dei film che rendono omaggio ai tuoi fantastici personaggi. Ti saresti mai immaginato tutto questo quando iniziasti a scrivere sul tuo taccuino? E oggi che effetto ti fa?

Non mi emoziona molto, salvo che per gli sceneggiati radiofonici, secondo me estremamente evocativi. Certo non mi sarei aspettato tutto ciò quando, un po’ per caso, cominciai a scrivere romanzi. Va però detto che, per quanto riguarda cinema e tv, tutto è in sospeso: ho venduto soggetti e sceneggiature senza che si concretizzasse alcunché, cedo ogni anno i diritti cinematografici su quasi tutto ciò che ho scritto. Nessun risultato pratico, fatta eccezione per il mediometraggio “RACHE” di Mariano Equizzi, presentato in alcuni festival. Forse ciò che scrivo è troppo perturbante. Ma io la prendo con filosofia, e mi limito a intascare ogni anno le opzioni su megagalattici progetti futuri che nessuno realizzerà mai. Adoro il cinema, però dei cinematografari non mi importa un tubo.

4 - A proposito dei tuoi personaggi, oggi capita spesso di leggere prodotti ben confezionati privi però di quello spessore e di quel qualcosa che serve a rendere veramente interessante quel determinato carattere. Non faccio nomi perché 4rum.it è e vuole rimanere allergico alle polemiche, ma ho letto di recente un paio di attuali best sellers che stanno spopolando dalle librerie, alle edicole fino ai centri commerciali. Mi hanno fatto riflettere sul fatto che si cerca spesso di privilegiare la scorrevolezza del testo tralasciando così l’importanza del suo contenuto. Nei tuoi romanzi tutto appare bilanciato molto bene. Qual è la tua ricetta?

Creare qualcosa di solido. Che sulle prime, pur vendendo, non sia a livello di bestseller immediato, però duri nel tempo. Oggi, per fare un esempio, si leggono romanzi di Isaac Asimov scritti cinquant’anni fa. Si leggono romanzi di Emilio Salgari scritti un secolo fa. I bestsellers a cui alludi saranno dimenticati entro un decennio, a essere generosi. Senza troppo clamore, alcuni romanzi miei stanno per raggiungere, negli Oscar, la decima edizione.

L’inquisitore Nicolas Eymerich è senz’altro il tuo figlio più famoso. Com’è stato il suo parto? Ti aspettavi che diventasse quello che è oggi?

(E’ una domanda troppo ricorrente, il web è pieno di mie risposte al quesito. Passerei direttamente alla domanda successiva.)

Qual è il romanzo di Evangelisti preferito da Valerio?

Normalmente l’ultimo che ho scritto. Conservo però un particolare affetto per “Il corpo e il sangue di Eymerich” e per “Cherudek”.

Valerio, i tuoi libri sono pubblicati da quella che è probabilmente la più grande casa editrice italiana. Un grande onore e un grande onere. Che effetto ha questo sul concetto più puro di creatività? Cambia qualcosa per “l’uomo/scrittore” quando arrivano responsabilità così rilevanti?

Con il mio editore ho rapporti molto distaccati. Non ha mai interferito con il mio lavoro, ha accettato tutto ciò che gli proponevo. Nemmeno una volta ha cercato di ledere la mia creatività. Quanto alla responsabilità, io non l’avverto molto. Faccio la mia vita, incontro ogni tanto amici e amiche (di norma estranei all’ambito intellettuale), quando posso parto e vado lontano.

Bene, ora che ci siamo scaldati passiamo alle domande davvero impegnative.. Un disco, un film e un libro che Valerio Evangelisti porterebbe sempre nel suo bagaglio intellettuale?

E’ molto difficile identificare in un solo oggetto l’origine di un’intellettualità e di un immaginario che hanno migliaia di fonti. Comunque, solo per stare al gioco, tra i dischi indico “Chaos A.D.” dei Sepultura, tra i film “I cancelli del cielo” di Michael Cimino (versione integrale) e tra i libri l’antologia “I mostri all’angolo della strada”, di H.P. Lovecraft.

Cosa consigli a quella miriade di ragazzi che della scrittura vorrebbe fare una professione?

L’ostacolo iniziale è la pubblicazione. Per questo non posso che indicare la via da me seguita: partecipare a un premio che contempli l’edizione presso una casa importante. Quanto alla professionalità tecnica, chi più legge sa meglio scrivere.

Confessaci una tua certezza, una tua speranza e un tuo presentimento

La mia certezza è che viviamo tempi orribili, la mia speranza è che si eviti una nuova guerra mondiale, il mio presentimento è che invece ci sarà.

Valerio, ti ringrazio di nuovo per questo grande privilegio. Spero vorrai essere un nostro affezionato visitatore! Un saluto da parte mia e da tutta la redazione.

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