martedì 14 febbraio 2006

V per Vendetta

Regia: James Mc Teigue
Con: Natalie Portman, Hugo Weaving, Stephen Rea, John Hurt
Genere: Thriller/Fantascenza/Azione
USA, 2006, 132 min

In un futuro “alternativo”, la Germania, uscita vittoriosa dalla seconda guerra mondiale, instaura una dittatura in Gran Bretagna. Il governo mette a tacere la popolazione con prepotenze militari, detenzioni forzate e torture; il tutto é filtrato attraverso i mezzi di comuncazione che, con forti messaggi subliminali e occultamento di prove, riescono a nascondere ai cittadini il marcio che sta sotto le manovre degli organi regnanti.
Dal passato peró una voce chiede vendetta, un misterioso eroe mascherato si aggira indisturbato seminando i cadaveri dei suoi carnefici. Lo spietato “V”, insieme ad una giovane ragazza, cercherá di portare il popolo alla rivoluzione sotto le trionfali note di Caikovskij.

Progetto a lungo inseguito da i fratelli “Matrix” Wachowski (Sceneggiatori), che dovevano realizzarlo ancor prima della celeberrima trilogia, trionfa a questa Berlinale 2006 l’addattamento del Comic Book di Moore.
Nella forma, ci si trova “semplicemente” di fronte ad un’impeccabile prodotto Hollywoodiano da svariati milioni di dollari, ma subito sotto lo strato del genere “V for Vendetta” ha dell’incredibile.
In un’Inghilterra, avveniristica ma non troppo, teleschermi in pieno stile “1984” (George Orwell), manifesti con simboli simil nazisti e uccisioni di massa in putridi lager, dipingono una societá lontana e vicina al nostro vivere quotidiano e passato; con una controversa forza espressiva, dove lo stereotipo funge come colonna portante della narrazione. Fino ad ora solamente il violento “Sin City” era riuscito a “trasportare” sullo schermo il cinico e privo di mediazione linguaggio fumettistico intriso di cliché, sempre piú bollati dall’evolversi del cinema.
“V” é ispirato al personaggio storico Guy Fawkes, che nel 1605 tentó di far saltare in aria la House of Lord ma fu imprigionato e torturato; le sue sofferenze lo hanno portato a ribellarsi al potere che controlla la societá, la gente comune peró, avverte soltanto questo pericolo perché condizionata dalla strumentalizzazione che ogni giorno subisce.
L’eroe mascherato fornirá al popolo, solamente un input che si trasformerá in rivoluzione; ad uno dei membri del governo “V” dice :“io non posso morire perché dietro questa carne c’é un’idea, e le idee non possono essere distrutte”.
Il sottoscritto non voleva svelare il finale, ma ora si trova costretto; di fronte a una manciata di soldati, un’esercito di cittadini con la maschera di “V” invade le strade, mentre il parlamento e i simboli architettonici di Londra saltano in aria, sotto le cariche esplosive collocate nella metropolitana. Alla fine tutti si tolgono la maschera, perché questo non é un’esercito di robot, queste sono tutte le persone che hanno trovato una risposta alle proprie inconsapevoli sofferenze. Quella risposta che da sempre aspettava di venir fuori.

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