venerdì 17 febbraio 2006

The New World

Regia: Terrence Malick
Con: Colin Farrel, Q’Orianka Kilcher, Christian Bale
Genere: Avventura
USA
2005
151 min

1607, America. I coloni si apprestano ad iniziare una "nuova" vita nel "nuovo" continente. Ambientata nella città di Jamestown, la trama prende spunto dalla storia d'amore tra Pocahontas, una nativa- americana e John Smith, soldato inglese. Le due diverse civiltá entrano in conflitto e lentamente i coloni ottengono il controllo del territorio; dopo qualche anno, la giovane indiana decide di trasferirsi in inghilterra, ormai l’inurbamento ha preso il sopravvento sulla natura selvaggia; il “nuovo mondo” é ormai destinato a seguire quello vecchio.

Attesissimo ritorno dell’autore de “La Sottile Linea Rossa”, che ancora una volta turba e stupisce, con un poema visuale dalle molteplici sfaccettature interpretative.
Un film che spiazza, emoziona e fa riflettere; l’ approccio del regista é assolutamente libero dai canoni cinematografici, le scelte visive (taglio dell’inquadratura, montaggio e tempi cinematografici) e quelle sonore (voce fuori campo e colonna sonora), non hanno una struttura solida, sono piuttosto gli elementi di un puzzle frammentato disposto in modo da cogliere l’essenza piú profonda e poetica dell’uomo a confronto con la natura.
Ed é proprio con i confronti, che Malik dipinge la sua opera, le differenze tra due civiltá estranee, il conflitto interiore dei personaggi, sempre indecisi tra sentimento e dovere, l’eterno conflitto tra naturale e artificiale, ma anche tra montaggio e movimento di camera, luce e ombra, musica e immagine.
Una denuncia, quella del regista, che riapre ferite antiche e allo stesso tempo attuali, sottolineando l’assoluta non curanza di un popolo, che senza freni, impone ad un’altro i propri usi e costumi.
Ma nel film “manca” il contrasto per eccellenza, quello tra bene e male, non ci sono ne buoni ne cattivi; gli uomini sono spinti da un’inconsapevole istinto che rivela un’altro inquietante contrasto.
Di fronte al “nuovo mondo” i personaggi sono spaesati, la loro volontá costruttiva vá di pari passo con quella distruttiva; alla fine, ognuno di loro finirá per vagare senza una meta.
Si sono impadroniti di qualcosa che non conoscono, e le conseguenze li avvolgeranno di una sofferenza incompresa.

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