domenica 12 febbraio 2006

Bye Bye Berlusconi

Regia:Jan Henrik Stahlberg
Con: Lucia Chiarla, Maurizio Antonini, Pietro Bontempo, Pietro Ragusa, Tullio Sorrentino, Jan Henrik Stahlberg Genere:
Drammatico - Italia,Germania 2005 , 86 min

"Bye Bye Berlusconi" si presenta subito come un film nel film, che procede in un continuo alternarsi tra realtá e finzione. Un agguerrito produttore genovese e la sua ristretta cerchia di collaboratori, in perfetto stile "lotta-continua", cercano di realizzare un film, che costantemente cade succube di pressioni da parte della censura; non potendo utlizzare il nome del presidente del consiglio, decidono di affidare ai personaggi nomi che rendano il film piú satirico: Berlusconi diventa Topolino e l'Italia, la piccola cittadina di Topolonia. Nel film dentro il film Il presidente viene rapito dalla "Banda Cazzotti", in una scena che ricorda molto il caso Aldo Moro, e rinchiuso in una stamberga la cui unica fonte di calore é rappresentata da un televisore con l'immagine di un fuoco ardente. Dopo aver constatato che il governo, oramai retto da Fi, Bo, Fra (Fini, Bossi, Frattini) non cede alla richiesta della banda di rilasciare il prigioniero solo in caso sia sottoposto in seguito ad un processo regolare, i rapitori decidono di procedere facendo loro stessi una "cerimonia" giudiziaria, divulgando le riprese su di un sito internet dal quale i cittadini possano votare per decidere la sentenza. Quando si parla di politica il filo che divide il coerente dal fazioso é molto sottile; il problema, sopratutto in un film politico, e stabilire se la "componente" faziosa é legittima o meno. Riguardo a questo argomento si puó prendere in esame l'ondata di documentari a sfondo politico che da Moore in poi ha finalmente acquisito voce negli ultimi anni; uno su tutti e vicino al nostro paese, é senza dubbio "Viva Zapatero" di Sabina Guzzanti. L'autrice di Raiot, con una responsabile e matura onestá intellettuale ha mosso i suoi passi sconfinando spesso in una legittima ed intelligente satira "scorretta", lasciando al buon senso della gente il compito di stabilire la propria posizione; il tutto alternato ad una serie di dati di fatto assolutamente indiscutibili. In "Bye Bye Berlusconi", il grottesco prende il sopravvento su tutto, il proplema é che in questo caso l' intento era l'opposto; il film tenta di scendere sul piano del dramma (quindi finzione), descrivendo il terrore degli attori del film nel film, di essere uccisi o comunque rovinati dalle forze che ruotano intorno al governo. I rapitori intavolano un processo che cade in una retorica giustizialista, che rischia di ritorcersi contro lo scopo stesso del film di Stahlberg, che a mio parere cadrá sotto il peso di facili polemiche, rischiando solo di favorire proprio il soggetto che aveva preso di mira.

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