lunedì 16 gennaio 2006

V for Vendetta

di Alan Moore e David Lloyd con la collaborazione di Steve Whitaker e Sioshan Dodds, edito da Magic Press

In un futuro post-atomico, l’ Inghilterra è forse l’ unica sopravvissuta a una guerra nucleare. Alla fine di essa si impadronisce del potere un gruppo fascista che tiene il paese sotto una ferrea dittatura video-controllata, in cui è persa ogni libertà personale, controllata da vari apparati di polizia segreta quali il Dito, il Naso, l’ Occhio e l’ Orecchio, gestiti poi da un computer chiamato il Fato che parla alla popolazione mediante una radio chiamata la Bocca. In questa ambientazione alla 1984, di cui lo scrittore Alan Moore riconosce come uno dei suoi tanti spunti, si svolge V for Vendetta, fumetto completissimo, da intendersi come d’ azione, oppure di formazione o di protesta o di chissà quante altre cose ancora. L’ opera è stata concepita dalle menti di Alan Moore, pluripremiato scrittore di opere come Watchmen, Miracle Man, From Hell (da cui è stato tratto l’ omonimo film con Johny Deep) e dai pennelli David Lloyd. Uscì inizialmente a puntate nell’ ’82 sulla rivista Warriors, dopo il fallimento di questa, fu continuato nell’ ’88 dalla Dc Comics e adesso, è stato recentemente raccolto in un pregevole volume, edito dalla Magic Press. Si è tentato nel corso degli anni di attribuirla unicamente allo scrittore inglese, ma è lui stesso a dire di come sia stata “idea di entrambi, evolutasi attraverso delle costosissime conversazioni telefoniche”. E’ stato proprio David Lloyd per esempio, a inventare l’ eroe del fumetto con il travestimento e la maschera sorridente, decidendo di accostarlo all’ odiatissimo personaggio inglese di Guy Fawkes, colui che il 5 novembre 1605 tentò con un attentato alla dinamite, di far saltare il parlamento inglese, uccidendo il re e i ministri. Naturalmente il suo progetto fallì, fu ucciso, impiccato e squartato e da allora si celebra ogni anno nel regno unito la “notte di Guy Fawkes”. Il fumetto si apre così, proprio il 5 novembre 1997, dove un misterioso attentatore dal volto sorridente fa saltare in aria il parlamento inglese, ormai in disuso per il governo totalitario, scosso però dalla terribile provocazione. Sarà l’ inizio della fine per i capi del Dito, del Naso, della Bocca e così via, uccisi tutti come pedine di un disegno molto più grande, cioè la conquista della libertà del popolo, al quale il terrorista “nome in codice V” consegna l’ anarchia, mentre la vera e propria scelta, sarà solamente compito della gente. Splendido lo sviluppo dei personaggi secondari: il Leader, capo supremo dell’ ordine fascista, piegato da un amore intimo per il fato, cioè il super-computer, i rapporti tra Prothero, il vescovo e il campo di concentramento, la crescita di Evey, raccolta dalla strada da V ed educata al dissenso...Tutti elementi che rendono V for Vendetta un fumetto unico, capace di toccare molti tasti diversi, citando al suo interno Shakespeare e tanti altri per bocca del giustiziere, ultimo barlume di una cultura ormai soppressa che rivive nella sua “Galleria dell’ ombra”, una sorta di bat-caverna ma al tempo stesso arca di noè della musica e dei manifesti di un tempo ormai passato.

Di questo fumetto, uscirà presto un adattamento cinematografico, girato dai fratelli Wachowsky, autori di Matrix. Ha già creato diverse polemiche in Inghilterra, per la scena con l’ esplosione del parlamento, dove –ciliegina sulla torta- pare vi abbia collaborato per la sua realizzazione, anche il figlio del premier inglese Tony Blair.

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