mercoledì 25 gennaio 2006

Nove domande ad Alessio Adami

Autore: Lorenzo Riccò

Proponiamo un'intervista all’ emergente e promettente scrittore Alessio Adami, che gentilmente si è concesso a noi di 4rum; per chi volesse saperne di più, ecco un link per il suo blog

Alessio Adami è nato a Lucca nel 1977; cresciuto a Villa Basilica sviluppa, insieme al nonno, interesse per la letteratura e l'elettronica. Amante del mondo orientale, si appassiona di arti marziali e bushido (legge spirituale del samurai). Entra presto in contatto con scrittori locali che lo stimolano a scrivere e partecipare a concorsi. Il rapporto con il gruppo missionario della Casa di Nazareth lo aiuta a prendere consapevolezza dell'immensa magia della religione, pur rifiutandone i canoni di fede. La sua vena artistica spazia da un racconto scritto per Emergency alla recente realizzazione di un cortometraggio.

" Passò la pagina di un quotidiano" prospettiva editrice 2000
"Diario di un cane malato" Prospettiva editrice 2003
"Jam Session" x emergency" Lampi di stampa 2004
" I ranocchi instabili" ed. il molo 2005
" 21 dicembre 2012" ed. lulu 2005

Bene, ciao Alessio…Vorrei incominciare con l’ originalissimo “fatti una domanda e datti una risposta”, ma mi limiterò a chiedere qual' è secondo te la cosa per cui vale la pena di vivere

Vivere per vedere come andrà a finire, questo potrebbe essere uno stimolo. Credo che molte persone cerchino di giustificare la loro esistenza raccogliendo esperienze, foto, dettagli, da poter ricordare sotto la pergola d’uva una volta vecchia. Penso che sia esattamente quello il momento per cui vale la pena vivere: poter finalmente riflettere senza ritmi frenetici e guardarsi indietro con un pizzico di malinconia e molta ironia. La mia più grande passione? Credo, analizzare. Mi piace scovare e valutare di tutto un po’ ed infine scoperchiare quel baule con una sana punzecchiatura e provocazione. Di solito quando si rovesciano gli scatoloni escono fuori oggetti interessanti.

Ho letto sul tuo blog delle previsioni molto pessimistiche per il futuro, roba da mettersi le mani nei capelli insomma….

Torno a ripetere che sono un provocatore di natura. Il blog vive in funzione della velocità contemporanea. L’alta velocità impedisce alle persone di riflettere. Ti faccio una domanda: credi che i cattivi sappiano di essere cattivi? Quindi chi dice che non lo siamo?... Pessimistiche? No, il blog esiste proprio per dimostrare quanta gente sta uscendo indenne dall’era della televisione. Il marketing aveva intossicato un bel po’ di persone. Prendiamo la Toscana. Basta analizzare, Prato, Firenze e Lucca. Palestre, abiti firmati, cellulare e automobile, e poi tutti nello stesso pub o discoteca. Questo è nato dalle strutture commerciali che hanno pilotato le menti dei giovani. Gli anni 90 sono stati il decennio dei single, poiché il single creava mercato: microonde, giovanilità, rasoi, depilazioni, solarium… alla fine degli anni novanta è stata la volta dei gay ed anche lì si è creato un nuovo mercato: locali, abiti, televisione… adesso credo sia la volta della rete. I soldi scarseggiano e la rete offre prodotti a basso costo e soprattutto offre informazione. Pertanto credo che il futuro non sia nero, lo è il presente… dovevo nascere fra 50 anni? Forse.

In questi ultimi giorni, il tam-.tam televisivo di Berlusconi, segna l’ inizio della campagna elettorale e bisogna dire che la sinistra non naviga certo in buone acque…

Campagna elettorale? Le campagne elettorali sono spazi che vengono offerti ai partiti per esternare il loro programma politico? Dove Diavolo sono i programmi politici? Adesso si prendono a borsettate sulle truffe e sulle speculazioni. Veramente i cittadini italiani ne sono rimasti sorpresi? Credo che siano talmente assuefatti a questo genere di notizia che non si sono scomposti minimamente. Guarda cosa è successo invece in Giappone. Un cazzone ha leggermente truffato ed il Nikkey s’è schiantato in terra. Credo che i nostri politici dovrebbero rivedere la strategia di promozione elettorale e per una volta, almeno per 5 anni, provare a salvare l’italiano. Per cinque anni… vi prego… pensate a noi. Non ve la tocca nessuno la barca.

Sei un cristiano deluso? Si avverte nei tuoi scritti un bisogno di etica in questo consumismo sfrenato…

Il consumismo sfrenato come dicevo prima, è in fase di dismissione come lo è il cristianesimo e tutti gli altri club religiosi. Quelle persone finiscono sempre per citarsi addosso, non fa per me. Inoltre la religione è un modo come un altro per aumentare la differenza fra le razze. Ognuna crede d’avere il segreto. Pensa se tu dovessi scegliere una qualsiasi filosofia religiosa. Scegliendo un tipo di filosofia non potrei donare il sangue, secondo un’altra non potrei abortire, oppure non potrei aver più di una moglie o di un marito. Secondo altre ancora dovrei morire per il mio Dio, per altre dovrei perdonare per il mio Dio. Per alcune non potrei bere vino, per altre potrei masticare crack. Alcune filosofie si sono sentite autorizzate a sterminare altre filosofie. Alcune filosofie devono vivere in povertà, altre devono vivere in ricchezza. Alcune non possono mangiare certi animali, altre devono digiunare, altre devono pregare il loro dio in un certo modo, altre in altro modo. Se accettassi un tipo di filosofia dovrei essere circonciso, un’altra infibulato. Se accettassi un tipo di filosofia dovrei vestirmi in un modo, se ne accettassi un’altra in diverso modo. E così via… Non è superbo e plagiante allo stesso tempo? Per concludere: il cristianesimo… il compito dei cristiani, è quello di preservare la terra che Dio ha donato loro, invece questi cristiani si limitano a parlare di sesso… ma l’inquinamento? La guerra? I saccheggi economici? Non è che tengono un po’ troppo la barca pari?

Cambiamo argomento e rispondimi a bruciapelo: 2 libri che ti hanno profondamente influenzato come scrittore.

Diciamo autori: Carlo Dossi, Charles Bukowski.

Che ne pensi del panorama letterario italiano?

Credo che in Italia, ci siano più scrittori che lettori… E comunque, vanno applicati cambiamenti da ambo le parti. Il lettore deve cambiare. Deve smetterla di comprare i libri al supermarket. Quelli non sono libri, sono strumenti politicamente corretti. In secondo luogo, lo scrittore deve mettersi in testa che scrivere è una passione che deve portare soldi. Deve smetterla di pagare per pubblicare. Deve smetterla d'accontentarsi della gloria. Se uno vuol scrivere per la gloria, c'è il blog, c'è la rete, e sono sicuro che avrà più lettori così che pubblicando un libro in qualche copisteria "improvvisata casa editrice". Boicottando questo genere di contratto (paga che stampo) si ottebbero due vantaggi: anche le case editrici minori dovrebbero cercare la qualità, e soprattutto, il lettore non guarderebbe più con diffidenza i titoli delle piccole realtà. Infine, le case editrici italiane dovrebbero promuovere il libro e non limitarsi a stamparlo e soprattutto portarlo all'estero: Germania e Spagna, per esempio.

E’ dura per uno scrittore nascere in una realtà provinciale, oppure può essere stimolante per raccontarla?

Si torna al “se vuoi leggere la tua roba devi applaudire alla nostra”. Piccola città. Nelle piccole città, di tutto il mondo, esistono Club di scrittori che si ritrovano per leggersi la roba l’un l’altro aspettando il proprio turno per esprimersi. Si scrive per i lettori. Detto questo, crescere in una realtà provinciale non è stata dura, ma indifferente. Nessuno, nelle piccole città, ti dedica vera attenzione, si sviluppa negli individui quella vocina che dice: non aiutarlo troppo o ti passa avanti. Poi sappiamo tutti, che nelle piccole realtà le persone sono molto introverse e selettive. Oggi, sono ancora lucchese, ma esiste la rete. E’ un po’ come vivere in una piccola cittadina, con le sue splendide mura, passeggiare nella città, tornare a casa e.. quando apri la porta, non trovi il salotto, trovi il resto del mondo. Il mondo vero, grasso e grosso, con i suoi pregiudizi, la sua rabbia, la sua conoscenza e persone così virtuali da essere finalmente se stesse. Possono dire quello che vogliono, possono dirtela in faccia. Concludo dicendo che gli anticorpi al raffreddore si sviluppano solo ammalandosi, stessa cosa per la vita.. crescere in una città un po’ chiusa ha rafforzato molto il mio ego. Per dirla in maniera commerciale: per diventare Super Sayan, Goku ha dovuto pestare un bel po’ di gente.

Come sei arrivato alla scrittura e comunque pensi che sia il mezzo espressivo che più ti si addice?

Mi piacerebbe fare lo speaker in qualche radio, ma ho la voce nasale. Mi piacerebbe dipingere, ma sono daltonico. Infine sono stonato. Credo che scrivere, sia il mezzo più espressivo che mi si addice. Inoltre, scrivere è come il bowling, puoi farlo da solo. E’ una sfida che riguarda solo te. Ho provato anche a fare qualche cortometraggio, ma mettere d’accordo tutti non si allinea con la mia pazienza.

Dunque ti interessi di cinema...Qualche film da 10 e lode?

Adoro il cinema, anche se ultimamente, le uscite sono più legate al mercato noleggio che al cinema stesso. Pertanto non è più la qualità a far da padrona, ma la quantità da esporre in videoteca. Qualche film da 10? Definisco film da 10 quelli che riesco a vedere più di una volta. Ne elenco un po’: Il mio nome è nessuno, Pinero, Il grande Lebowski, Harry a Pezzi, Still Crazy, Shine, Pulp Fiction, Amarcord, Quei bravi ragazzi, Il tempo dei cani pazzi, Boondock Saints, Fight Club, Stanno tutti bene…

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