giovedì 26 gennaio 2006

Match point

Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton
Produzione: BBC, Thema Production
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Cannes 2005
13 Gennaio 2006 (cinema)

L’ avevamo lasciato nel 2005 con “Melinda e Melinda”, con la sua distinzione netta fra tragedia e commedia. Già in quel caso aveva dimostrato quanto la sua commedia fosse contaminata dal drammatico e adesso, un anno dopo, con la sua nuova opera “Match Point”, sviluppa intensamente la tragedia, realizzando uno dei suoi film migliori di sempre. Il sipario sia apre con queste testuali parole: “Ci sono momenti in una partita in cui la palla colpisce il nastro, con un po’ di fortuna lo oltrepassa…e allora si vince, oppure no e allora si perde”. Woody Allen, regista newyorkese per eccellenza, dopo più di trent’ anni di carriera cinematografica, gira il primo film fuori dalla città che lo ha reso celebre, riprendendo a Londra dentro la Tate Gallery, sul Tamigi, o a St. James Park e con una produzione completamente europea. Tutto questo sa di nuovo inizio e anche la pellicola abbandona molti degl i stilemi alleniani come l’ ironia graffiante, il suo stare davanti la macchina da presa ecc., per continuare invece il suo pensiero di fondo, pessimistico e concreto come non mai, che pare godere qui di una forza insolita. Chris (Jonathan Rhys Meyers) è un giovane maestro di tennis che arriva a Londra con la forza della ribalta. Riesce ad ottenere un posto in un circolo tennistico, dove con un po’ di fortuna (o di sfortuna) conosce Tom (Matthew Goode), giovane rampollo londinese di una famiglia altolocata che lo inizia alla dolce vita. Tra una serata all’ opera e un aperitivo allo champagne conosce Chloe (Emily Mortimer), sorella di Tom, con la quale intraprende una relazione. Il loro fidanzamento e il successivo matrimonio aprono le porte a Chris, entrato ormai nell’ azienda del genero, dove ricopre un ruolo importante e ben retribuito. Tuttavia intraprende una relazione compromettente con Nola (Scarlett Johansson), fidanzata di Tom, che complicherà le cose, portandolo a fare delle scelte che minano la ricca vita da lui acquisita con tanta fortuna. Come ho detto siamo ben lontani dalla Manhattan a cui siamo abituati, Woody muove i suoi personaggi in una realtà ricercata e costosa, con i negozi di Cartier e le gallerie alla moda a fare da sfondo, dove una borghesia colta e felice si muove in primo piano. Inserisce il protagonista in questo ambiente dorato, ma diventa il simbolo di ogni uomo in ogni tempo, combattuto dalla coscienza, costretto a fare delle scelte, timoroso, diviso tra il delitto e castigo. Spiazzante anche la colonna sonora, troviamo la musica classica al posto del solito Jazz, e anche il film ha i toni dell’ opera: potente, drammatico, sanguinario. Lo spettatore si trova immedesimato nelle difficoltà del protagonista, nei suoi stati d’ animo, in una storia che solleva molti punti interrogativi: quanto si è disposti a perdere? Uccideresti mai? Alla fine il protagonista sarà salvato proprio da u n “match point” sbagliato, poiché quell’ anello non caduto nel fiume, rappresenterà ancora una volta la sua fortuna, ma sarà anche la sua dannazione, perchè nel delitto senza castigo c’ è tutta la punizione del rimorso della coscienza.

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