mercoledì 4 gennaio 2006

Le cronache di Narnia – Il leone, la strega, l’armadio

Regia: Andrew Adamson
Attori: Tilda Swinton, Rupert Everett
Sceneggiatura: Ann Peacock, Christopher Markus, Stephen McFeely
Musiche: Harry Gregson-Williams
Prodotto da Walt Disney e Walden Media

In fuga dai bombardamenti che devastano l’Inghilterra, i quattro fratelli Peter, Edmond, Susan e Lucy si trasferiscono in una villa nel bel mezzo della campagna inglese. Nella nuova casa, vengono accolti da una governante severa e poco propensa alla presenza dei piccoli, e da un anziano e misterioso padrone di casa (presumibilmente il padre del mondo di Narnia, lo scrittore C. S. Lewis). Per sfuggire all’ennesima sgridata dopo l’ennesima marachella, i quattro si rifugiano in un armadio presente in una isolata stanza della casa (lo stesso armadio in cui nei giorni precedenti erano già entrati Lucy ed Edmond, piombando nelle innevate lande di Narnia). I quattro si ritrovano così catapultati nel fantastico mondo di Narnia appunto, una terra popolata dalle creature più bizzarre, tra cui animali parlanti, fauni, minotauri, centauri, grifoni, nani, orchi, e chi più ne ha più ne metta. I protagonisti apprendono da una famiglia di castori la disperata situazione delle terre in cui sono giunti: la Strega del ghiaccio ha imposto una feroce dittatura (con tanto di polizia segreta tipo “Gestapo” formata da lupi parlanti che si occupano delle “voci contrarie” al regime), facendo calare un inverno imperituro sulla regione sotto il suo dominio; secondo un’antica profezia quattro giovani umani (guarda caso…) giungeranno a liberare Narnia guidando le forze del bene alla vittoria. Dopo mille peripezie, il quartetto giunge (sempre secondo il dettato della profezia) al cospetto di Aslan, un leone che ha preso le redini delle forze di liberazione. Dopo una estenuante battaglia (costellata di vari colpi di scena abbastanza prevedibili), Peter, Edmond, Susan e Lucy andranno incontro al loro destino in quel di Narnia prima di far ritorno nel mondo reale. Per gli amanti del filone fantasy, le “Cronache di Narnia” risultano essere di certo una gustosa pellicola, con niente però di innovativo; per chi non è un “aficionado” del genere “Terra di Mezzo & co.”, risulterà piuttosto un film non entusiasmante, ma lo stesso tranquillamente fruibile. Se poi, come ha fatto il sottoscritto, si ha il lusso di potersi gustare il tutto in compagnia di uno stupendo rappresentante del genere femminile, allora…Una peculiarità del film (e presumo anche del libro da cui è tratto) è certo quello di presentare forti riferimenti al mondo cristiano: i più evidenti riguardano il leone Aslan, co-protagonista della vicenda; esso palesemente rappresenta Cristo, e non solo per la maestosità della figura e per l’essere capo delle forze del bene. Aslan, infatti, sacrifica la propria vita per salvare quella di Edmond (e non è un caso che gli umani nella storia siano chiamati “figli di Adamo” e “figli di Eva”), reo di essersi avvicinato al male, rappresentato dalla Strega; dopo la sua morte, il leone poi resuscita letteralmente, per comandare le forze del bene nella battaglia finale contro i malvagi. Un piccolo appunto finale: ma perché Aslan, figura centrale delle vicende, ha una voce tanto brutta (con tutto il rispetto per Omar Sharif)? Signor supervisore del doppiaggio, eh eh eh…

0 commenti: