mercoledì 4 gennaio 2006

La vita che vorrei

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

“La vita che vorrei” racconta la storia della lavorazione di un film in costume e dell’amore (vero) tra i due attori protagonisti, interpretati da Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli. Lo Cascio veste i panni di un attore affermato, schivo, freddo, molto puntiglioso. Sandra Ceccarelli è un’attrice giovane, emergente, molto passionale e vitale. I due cadono nelle braccia l’uno dell’altra, ma le gelosie e le incomprensioni mineranno la serenità del rapporto. Vita ed arte sembrano mischiarsi, in una continua alternanza di tragedia e commedia. I due rimarranno insieme? Non vi rovino la sorpresa.

Non c’è che dire, “La vita che vorrei” è un film da vedere. Eccezionali gli attori, nessuno escluso: la recitazione è convincente, trasuda verità, ed è la vera colonna portante della pellicola. La regia di Piccioni è sempre all’altezza della situazione, i movimenti di macchina morbidi ci guidano con sapienza alla scoperta delle emozioni dei personaggi. Quanto alla sceneggiatura, i parallelismi tra cinema e vita vissuta impreziosiscono i passaggi di una storia scritta molto bene, con dialoghi convincenti e ben congegnati.
Il tallone d’Achille del film, inevitabilmente, sta nel confronto con i suoi illustri predecessori: torna subito alla mente “Effetto notte”, capolavoro di Truffaut, che già aveva affrontato il tema del “cinema nel cinema”. Però, sarebbe ingeneroso soffocare un film delicato come questo con paragoni troppo impegnativi. Il mio consiglio è quello di guardare “La vita che vorrei” senza tanti preconcetti, accantonando per un attimo Fellini e Truffaut: scoprirete un film delizioso, fatto con cura e talento (cosa estremamente rara, al giorno d’oggi). Emerge, sopra ogni cosa, l’amore per l’arte cinematografica, per la sua capacità di trasmettere emozioni. E allora, dopo esservi finiti gli occhi su qualche opera incomprensibile à la Matthew Barney, date una possibilità a questo semplice, piccolo film. Che non farà la storia del cinema, ma potrebbe strapparvi qualche brivido.

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