lunedì 30 gennaio 2006

I segreti di Brokeback Mountain

Titolo originale: Brokeback mountain
Nazione: U.S.A
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 134'
Regia: Ang Lee
Cast: Jake Gyllenhaal, Heath Ledger, Michelle Williams,
Anne Hathaway, Randy Quaid, Linda Cardellini, Anna Faris
Produzione: Diana Ossana, James Schamus
Distribuzione: BIM
Data di uscita: Venezia 2005
20 Gennaio 2006 (cinema)

Sulle cime di Brokeback Mountain due giovani cow-boys si ritrovano a lavorare fianco a fianco per guadagnarsi da vivere.
Tra i due scoppierà un amore profondo, che incontrerà però molti ostacoli una volta fuori dai confini nei quali era nato.
In seguito al pessimo “Hulk”, l’imprevedibile Ang Lee torna alla ribalta con il “film-scandalo” del 2005, trionfando a Venezia e aggiudicandosi anche il più ambito dei Golden Globe; la corsa per gli Oscar sembra già vinta.
In merito al tema che questo film affronta, ho deciso di esprimermi, solamente dopo aver letto le svariate opinioni espresse dalle più alte autorità che operano in questo campo: l’operazione di Lee è senza dubbio, assai audace; molti sostengono che “Brokeback Mountain” sia il più importante film americano degli ultimi anni in quanto sta a rappresentare una rivisitazione del genere Western senza precedenti… altri sostengono esattamente il contrario.
Molti dipingono l’opera come una trasgressione per l’America, mai vista… altri la reputano semplicemente un prodotto che segue la moda. Interessante notare come da un evento del genere possa scaturire un dibattito infuocato, che per forza di cose debba approdare ad una conclusione bianca o nera.
Solo per aver scatenato questo putiferio, il film di Ang Lee può essere tranquillamente definito controverso, ciò non significa però che il film esista solamente per assumere una funzione provocatoria; ne consegue che forse gli aspetti da analizzare sono semplicemente quelli che il regista ci vuole mostrare, anziché relegare il prodotto artistico di Lee al semplice ruolo di fenomeno filo-gay.
Il regista Taiwanese grazie ad una notevole sensibilità espressiva e concettuale è riuscito a conferire al Western un romanticismo emotivo, che di certo non supera, in quanto a psicologia dei personaggi, i mille John Wayne di Ford, ma rimane sicuramente un’ottima rivisitazione, matura e consapevole.
Riguardo al tema dell’omosessualità, non c’è dubbio che “Brokeback Mountain” abbia inferto un colpo durissimo al mito americano del cow-boy macho della Monumaunt Valley (in alcune località del, “siamo in un paese libero U.S.A”, non è stato distribuito nelle sale); e affermare che tutto questo ruoti intorno ad una moda, è contraddittorio nei confronti del notevole intento del regista di portare, nella prima mezz’ora di film, i protagonisti in cima ad una montagna, proprio a sottolineare il rapporto tra uomo e natura, facendo riferimento alle origini delle pulsioni che nascono al di fuori delle convenzioni sociali. Una volta scesi da quel limbo di solitudine, i due si ritroveranno all’interno di una società che non li vuole, costringendoli a relegare i loro sentimenti sulle cime di Brokeback, che fino alla fine sarà il loro unico rifugio.

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