mercoledì 21 dicembre 2005

Margherita F. - Intervista esclusiva

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

La storia di “Underbreath” è in qualche modo poetica. Partito sommessamente come “diario di un’adolescente introversa segregata in terra berica”, il blog ha lentamente conquistato l’attenzione di un numero crescente di lettori, fino a “bucare” i confini di Internet e ad arrivare all’attenzione del grande pubblico. Il motivo di tutta quest’attenzione? A modesto parere di chi scrive, la causa di una simile curiosità è da ricercare nell’autenticità della scrittura di Margherita Ferrari. Insomma, parliamoci chiaro: quando pensi ad uno scrittore, di solito, ti viene in mente un tipo (per lo più uomo) con gli occhiali, il maglione nero e l’aria distaccatamente strafottente. Margherita, da questo punto di vista, è stata una ventata di novità: una ragazza giovane (nella cui vicenda molti si potrebbero identificare) che racconta storie interessanti in maniera limpida e sincera, senza tanti trucchetti. Una scrittrice, per una volta, che si mette sullo stesso piano dei lettori, rispondendo pazientemente alle mail, mantenendo sempre un’invidiabile pacatezza, addirittura invitando tutti gli utenti del blog al proprio compleanno! Non c’è da sorprendersi, dunque, se tanta dedizione è stata premiata: è appena uscito “Guide pratiche per adolescenti introversi” (Einaudi stile libero), utilissimo manuale di sopravvivenza quotidiana nella provincia profonda, nonché importante successo editoriale.

La realtà, tuttavia, non è come la racconta “Cenerentola”: insieme ai meritatissimi riconoscimenti, rimangono anche le invidie e le tensioni. “Come fa una ragazzina a pubblicare per Einaudi?”, si chiedono gli invidiosi. “Perché continua a parlar male di me sul blog?”, si chiedono i compagni di scuola con la coscienza sporca. “E’ la nuova Melissa P?”, si chiede chi, probabilmente, Underbreath non l’ha mai letto. E allora, voglio avvertirvi subito: noi, queste cose, NON ce le chiederemo (o almeno, tenteremo di non farlo). Quella che segue è solo una chiacchierata tra due persone che amano più i Radiohead e Alexander Calder che i pettegolezzi e le oscure macchinazioni dell’editoria.

Pietro Ortolani: In quest’intervista cercheremo di evitare gli stereotipi e concentrarci su temi profondi. Allora, che tempo fa a Vicenza?
Margherita F: Tipico clima padano, vale a dire quello che ci si potrebbe aspettare. Nebbia, in particolar modo nelle campagne.

P.O.: Il tuo blog è visitato da orde di fan scatenati: che effetto ti fa? I commenti ai tuoi pezzi ti fanno sempre piacere, oppure a volte c’è qualcosa che ti turba?
M.F.: Qualche volta mi preoccupo per la sanità mentale di alcuni lettori. Ci sono giorni in cui pubblico degli scritti veramente scadenti e loro li acclamano come se si trattasse di qualche inedito di Balzac trafugato dalla sua tomba.

P.O.:Una cosa che ti fa schifo nel mondo (politica internazionale o viabilità vicentina non importa, basta che tu sia sincera)
M.F.: Detesto chi limita la libertà d’espressione altrui.

P.O.: C’è invidia, nel mondo dei giovani scrittori?
M.F.: Può darsi. Melissa P ad esempio ha affermato che con ogni probabilità ho passato la mia adolescenza giocando a snake.

P.O.:Che libro stai leggendo in questo momento?
M.F.: Una raccolta di racconti di Roald Dahl edita da Guanda.

P.O.:Il personaggio più punk attualmente vivente
M.F.: Probabilmente mia nonna

P.O.:Per chi voterai alle prossime elezioni? Hai votato alle primarie dell’Unione? In generale, ti interessa la politica?
M.F.: Non so per chi voterò. Alle primarie ho optato per Scalfarotto in quanto m’ispira fiducia ma in generale la politica mi deprime in modo inesprimibile da parole umane e mi fa dubitare dei miei stessi ideali.

P.O.: Tre libri che ti hanno cambiato la vita, che ti hanno spinto a scrivere, che ti hanno fatto battere il cuore.
M.F.: La fabbrica di cioccolato di R.Dahl

Beautiful Losers di L.Cohen

Se una notte d’inverno un viaggiatore di I.Calvino

P.O.: Una band da salvare, alla fine del mondo.
M.F.: Una band non ancora sciolta? Parliamo di gente giovane? Gli Inerdzia. O più semplicemente i Low.

P.O.: Kate Moss + consorte, Calissano, perfino il vecchio Lapo: che dici, farà male? Scherzi a parte, che ne pensi della legislazione italiana in materia di stupefacenti?
M.F.: Dal mio punto di vista è un po’ troppo animalesca.

P.O.: C’è un confine tra blog e vita privata, oppure tendi a raccontare tutto senza filtri (privacy a parte)?
M.F.: La mia scuola è molto repressiva. Il mio blog è letto attentamente dall’autorità che spesso si dice “disgustata” da ciò che scrivo. Inoltre ho accumulato parecchie minacce (infondate di denuncia). In genere tento di autocensurarmi per il bene della mia reputazione, ma non sempre ci riesco.
In realtà pongo ben pochi filtri. Se non racconto qualche fatto è solo perché lo considero banale.

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