giovedì 8 dicembre 2005

Manet a Roma

Roma, Complesso del Vittoriano Dall'8 ottobre al 5 febbraio 2006

La grande mostra monografica dedicata a Edouard Manet, allestita al Complesso del Vittoriano, propone per la prima volta in Italia, circa centocinquanta opere tra oli, disegni, incisioni e fotografie a testimonianza del percorso artistico ed umano del pittore francese. Importanti musei pubblici di Francia, Svizzera, Ungheria, Brasile, America, hanno contribuito con i loro prestiti alla qualità della mostra che propone a studiosi e grande pubblico opere nelle quali, come scrive l'amico Baudelaire nel 1862, Manet dipinge "con un gusto deciso per la verità moderna ... con un'immaginazione viva e aperta, sensibile, audace…".

La Mostra

L'esposizione Manet, sfida difficile ma affascinante, vuole evidenziare l'audacia e il carisma di un artista il quale, pur non avendo mai partecipato alle mostre degli amici impressionisti è, per naturale designazione, il loro leader. "Manet è importante per noi quanto Cimabue e Giotto per gli italiani del Quattrocento" dirà Auguste Renoir, "poiché il Rinascimento è con lui che si prepara". Le circa centocinquanta opere esposte ripercorrono l'intero cammino artistico del pittore: dagli anni della formazione, caratterizzati dall'amore per la grande arte italiana e spagnola, a quelli dedicati al tema del nudo femminile, ai ritratti, alle marine, alle nature morte. Rivive così il clima di un'epoca, il colto entourage di Manet, le discussioni di letteratura e di arte nei café parigini e nelle brasserie, l'atmosfera di una fremente borghesia cittadina affascinata dalla modernità in una Parigi fin de siècle.I suoi quadri sono stati magneti potentissimi. Per dire: hanno calamitato l'ammirazione di un poeta e di un romanziere opposti tra loro, come Baudelaire ed Emile Zola.
I suoi capolavori colpiscono occhi e anima grazie alla magica fusione di tratti rapidi, semplici ed essenziali, capaci di renderli sempre perfetti. Da sottolineare la passione di Manet per il nudo femminile, che lo vede autore di numerosi ritratti, tra i quali il provocatorio Déjeuner sur l'herbe (1863) , dove è proprio una giovane donna nuda accanto ai due uomini vestiti con abiti cittadini ad incarnare la sfida lanciata dall'artista contro regole e valori borghesi. A campeggiare è sempre un nudo di donna che non ha più nulla di mitologico; Manet dà vita non ad una dea dalla pelle eburnea, ma ad una figura femminile reale, dalla carne palpitante sotto i rapidi colpi di pennello. Caratteristica fondamentale dello stesso pittore è la predilezione per una trasposizione della figura con la leggerezza dell'uomo di mondo e l'intensità della grande esperienza artistica, per la realizzazione di ritratti vibranti di vita.

Da consigliare quindi l’esposizione del Vittoriano che ci conduce verso la figura di questo emblematico artista, nonostante la sensazione che il percorso sia forse troppo breve per permettere una completa fusione con l’esperienza visiva intrapresa fin dalle prime incisioni e fotografie esposte

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