martedì 1 novembre 2005

MC5 e The Stooges

Autore: Matteo Braddok

Motor city motherfuckers

Nella seconda metà degli anni ’60 negli Stati Uniti abbiamo un panorama musicale molto sfaccettato, dominato dal movimento hippy, ma in cui nascono anche gruppi lontani da esso,come i Velvet Underground. Le capitali culturali sono New York e Los Angeles. Nella lontana Detroit nasce però un movimento destinato a segnare una tappa fondamentale nella storia del Rock e rappresentato da due gruppi: gli MC5 e i The STOOGES. Mentre la cultura hippy manifesta il disagio di una generazione in modo pacifico e piuttosto accomodante, la musica di Detroit segna una rottura forte e violenta con la società americana. Gli MC5, bastardi, grezzi ed ultra-politicizzati, nascono da due menti geniali:quella di Fred “sonic” Smith e quella di Wayne Kramer ( i due chitarristi del gruppo). Il messaggio della band è totalmente rivoluzionario, per niente pacifico: siamo lontani anni luce dal pensiero hippy che in quel periodo si sarebbe autocelebrato a Woodstock(1969). L’ album fondamentale degli MC5 è sicuramente “Kick Out Of The Jams”, registrato in una leggendaria performance live, a cui parteciparono anche i The Stooges, nel lontano 1968. Il momento più alto del disco e del concerto è sicuramente l’ esecuzione della title track introdotta da una frase che rappresenta una pietra miliare nella storia del rock:”Kick Out Of The Jams, motherfuckers “.Questo è un album che nessun appassionato di rock deve perdersi;la batteria devastante, le scariche infuocate delle chitarre e la fantastica voce di Rob Tyner lo rendono un poetico canto di innovazione. Nello stesso contesto e periodo nascono i The Stooges,formazione capeggiata da Iggy Stooge ( poi diventato Iggy Pop). Il miglior album della band è il primo, intitolato semplicemente “ The Stooges”, caratterizzato dalla voce roca di Iggy e da melodie distorte ed essenziali. Questo disco evidenzia il malessere di una generazione: mancano speranze e utopie ( proprie dei figli dei fiori),quella della band è una discesa nei mali della gioventù dell’epoca.Brani come “1969”e “No fun”sono lo specchio di quest’ anima tormentata del gruppo che si riversa anche nelle vicende private dei componenti, dominate dalla droga, droga che porterà il gruppo ad una rapida fine. Il ruolo giocato dalle due band è molto importante perché ci rivela l’ altra faccia dell’ America musicale di quel periodo;una faccia più cupa, violenta e malata rispetto al colorato e gioioso( almeno apparentemente) mondo Hippy.Musicalmente parlando, la loro importanza sta nel fatto di aver gettato le basi per il movimento punk che sarebbe sorto alcuni anni dopo nel Regno Unito. Al di là di queste considerazioni però, dischi come “Kick out of the jams”e “The Stooge”suscitano emozioni incredibili; rievocano l’ immagine di questi ragazzi che, chiusi negli scantinati di Detroit, davano sfogo alla loro immaginazione e genialità, inconsapevoli che avrebbero scritto una delle pagine più affascinanti del Rock.

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