mercoledì 16 novembre 2005

Masters of Horror

Dario Argento, John Carpenter, Don Coscarelli, Joe Dante, John Landis, Tobe Hopper: sei tra imaggiori registi di horror contemporaneo per altrettanti episodi di un’ora in onda sul canale via cavo americano a partire dal 28 ottobre 2005 (in Italia saranno distribuiti da Sharada Films). La genesi dei Masters of horror nasce dall’abitudine dei registi coinvolti del progetto di riunirsi intorno alla tavola di un ristorante di Los Angeles. Come racconta Mick Garris, autore dell’episodio Chocolate e produttore esecutivo della serie: “E’ un’abitudine radicata da anni. Ci divertiamo a chiamarci l’un l’altro “I maestri dell’orrore”, una sorta di piccolo omaggio scherzoso. Pochi i limiti imposti alla libertà espressiva, poche le restrizioni tematiche e stilistiche. Ciascun autore ha realizzato il proprio segmento in modo assolutamente indipendente,a Vancouver. Unici vincoli: la durata e il budget limitato.

JENIFER Dario Argento

Basato sul classico a fumetti scritto da Bruce Johns e illustrato de Bernie Wrightson, Jenifer è la sconvolgente storia di una moderna Lolita con le magiche facolta di una sirena ed il viso deturpato. A causa dei suoi poteri, la fanciulla annienta i corpi e le anime dei suoi uomini che sfortunatamente incrociano il suo cammino. Argento dirige senza troppo estro questa favola nera che lui stesso reputa “l’antitesi della bella e la bestia”; delinea finemente la psicologia del personaggio costringendo lo spettatore ad immedesimarsi, riuscendo nel difficile compito di rendere attraente la protagonista femminile, dalle discutibili grazie.

CIGARRETTE BURNS di John Carpenter

Jimmy Sweetman è uno specialista nel reperire copie di film rari. Tuttavia nulla può prepararlo alla snervante ricerca de La fin du monde , pellicola presumibilmente proiettata una sola volta e responsabile a quanto si racconta di aver indotto un delirio omicida nel pubblico che affollava la sala, per poi essere distrutta da un improvviso rogo. Mentre l’investigazione assume gli ossessivi contorni di un incubo mortale, Jimmy scopre che la fama di La fin du monde è sinistramente meritata. Carpenter ritorna sul tema de Il seme della follia, dove ancora una volta “tutti condividiamo le stesse paure” (John Carpenter) e dove anche la consapevolezza del male non placa il desiderio di scoprire ciò che non si conosce. Sicuramente uno degli episodi più riusciti, ma la durata troppo breve,non consente alla tematica del film di svilupparsi a pieno.

HOMECOMING di Joe Dante

Un’ondata di terrore e indignazione attanaglia la nazione quando i media scoprono che i morti viventi hanno influenzato gli esiti delle elezioni presidenziali. Adattamento del racconto di Dale Bailey Death & Suffrage, il film mescola l’orrore degli zombie con una visione inquietante e satirica della politica contemporanea. Senza dubbio il miglior episodio dei Master of Horror; Dante mette in scena tutto il suo talento cinematografico-satirico in un disperato appello contro il potere. Come lui stesso dice: “l’orrore si presenta sotto diverse forme. Può manifestarsi nei confini limitati di una sala cinematografica o può pervadere in modo scioccante la vita reale ,il nostro esistere”.

CHOCOLATE Mick Garris

Jamie, un uomo divorziato da poco che lavora per l’industria alimentare sintetizzando sapori artificiali, inizia improvvisamente a percepire brevi e casuali flash di persone e luoghi sconosciuti: visioni, suoni, odori, percezioni tattili. Quando capisce che sta sperimentando la vita attraverso i sensi di una donna, Jamie inizia ad innamorarsene pur non avendola mai vista. Un po’ sotto le righe ma brillante stilisticamente nella prima parte e banale nel finale, Chocolate cerca di arrivare all’horror in maniera graduale, purtroppo però non decolla mai e il tutto si risolve troppo in fretta.

DANCE OF THE DEAD di Tobe Hopper

Basato su un celebre racconto di Richard Matheson, il film mette in scena una società postapocalittica in cui i cadaveri di vecchi amici e nemici ballano sul palco per divertire i pochi sopravvissuti al disastro nucleare. Peggy, ingenua e innocente, si avventura nel suo primo appuntamento a quattro con un viscido uomo dell’alta società. Le sue risatine nervose si tramutano in grida di panico non appena comprende quale pericolosa realtà stia al di là del guscio protettivo materno e quanti sacrifici siano stati fatti per garantire la sua sopravvivenza. Sia per il tema trattato, sia per lo stile narrativo, Hopper conserva i canoni dell’horror vecchio stampo; ambientazioni dark e personaggi grotteschi affollano questo “incubo bebop che fonde umorismo,immoralità e trauma” (R.C.Matheson). La regia troppo sconnessa e stralunata di gran parte del film rovina tutto, ma le scene all’interno del locale notturno sono quanto di meglio si possa vedere nel Master of horror.

DEER WOMAN di John Landis

Una serie di strani omicidi induce il cinico detective Dwight Faraday a sospettare che un’antica creatura della mitologia pellerossa esiste realmente. Un film in cui la realtà incontra la seduzione e la morte. Sicuramente uno dei migliori episodi del Master of horror, ancora una volta Landis ritorna a divertire sulla scia dello spassoso Kentucly Fried Movie. Se Polanski crea la paura dove non c’è, Landis fa lo stesso con la comicità, senza smentire il suo geniale talento che da Animal House in poi ha creato un genere.

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