martedì 1 novembre 2005

MARVELS

Autore: Barone Birra

Capolavoro indiscusso della Marvel, “Marvels” segna un momento fondamentale nella storia del fumetto. Incomparabile frutto del genio di Alex Ross e Kurt Busiek, rispettivamente disegnatore e scrittore, “Marvels” stravolge completamente i canoni classici dei comics, permettendo al lettore di vivere la storia attraverso una prospettiva del tutto innovativa: quella del lettore stesso. Busiek ci pone al centro dell’azione, incarnando l’uomo comune (lettore) in un uomo comune (protagonista): la vicenda, infatti, è narrata attraverso la figura di Phil Sheldon, fotografo di professione, che vive, assieme alla propria famiglia, la nascita e l’ascesa delle “marvels”, le “meraviglie”, i superuomini; la storia, suddivisa in quattro episodi, abbraccia un largo periodo storico, dalla Seconda guerra mondiale fino alla fine degli anni ’70, mostrandoci l’evoluzione del comune sentire nei confronti della nuova “razza”, passando attraverso sentimenti di timore reverenziale, odio, stupore, accettazione (senza mai peraltro cadere nella benché minima indifferenza). I personaggi sono veri pezzi da novanta dell’Universo Marvel: da Capitan America all’Uomo Ragno, dagli X-Men ai Fantastici Quattro, da Silver Surfer a Namor; ed è proprio il caso di parlare semplicemente di personaggi, non di protagonisti, dal momento che essi ricoprono nella storia un ruolo da comprimari, arivando addirittura ad essere semplici comparse. Il punto di vista di Sheldon è sempre equilibrato, oggettivo, presentando qua e là (inevitabili) influenze provenienti da quello che è il contesto in cui vive: gli uomini sono invidiosi dei superuomini, ne hanno paura e li rispettano; mirabile è anche l’abilità con cui Busiek cala in un situazione fantastica, tra uomini di ghiaccio e alieni, quelle che sono problematiche e temi attuali e realistici, come il razzismo, la morte, la necessità umana di miti in cui credere. Dal punto di vista grafico, “Marvels” rappresenta l’ennesima riprova dell’impareggiabile abilità artistica di Ross, il quale ha usato dei modelli umani per i suoi disegni (mostrandosi come una sorta di Stanley Kubrick del fumetto). “Marvels” è dunque un fumetto epocale, capace di dare un nuovo volto alla classicità dei personaggi dei comics.

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