martedì 1 novembre 2005

The Exorcism of Emily Rose

Autore: Francesco Zavattari - Direttore di 4rum.it

Esco adesso dalla visione di un film interessante, per il contenuto (come potrebbe non esserlo?) e per lo stampo della sua realizzazione. Come da titolo, si tratta di “The Exorcism of Emily Rose”, prodotto americano diretto da Scott Derrickson (già autore dello scarso “Urban Legends: Final Cut”). Una ragazzina diciannovenne è morta. Il gran pregio del film è di presentare questa come unica certezza. Come unico “Fatto”. Di lì alla scoperta delle cause di tal dipartita la strada è lunga e pericolosa. Emily Rose è una neo-studentessa del college che viene colpita da potenti attacchi (Epilettici? Demoniaci?). I medici, che le diagnosticano l’epilessia, la costringono ad una cura che il suo parroco però arriverà a sconsigliarle una volta riconosciuta quella che è per lui la vera natura della sua condizione. Omicidio colposo. Questa è l’accusa che viene mossa verso il prete ed è sul suo processo che si basa l’intero film, un “The Exorcist” in versione Perry Mason ben confezionato, mai esagerato e interessante anche nelle parti più banali. Buona e spesso capace di stupire la regia, adattissime musica e fotografia, niente male poi le interpretazioni. Il pezzo forte comunque è, come accennato, il modo intelligente di presentare un argomento tanto delicato da non poter essere sbrigativamente schematizzato e ideologizzato. Tanti altri film avrebbero detto “Emily Rose è morta a causa della possessione demoniaca! PUNTO!” questo ci dice invece: “gli avvenimenti sono questi! Ad ognuno le proprie conclusioni” Messaggio che è un po’ quello che l’avvocatessa co-protagonista propone alla giuria e che il prodotto stesso propone allo spettatore. Chi scrive è un Cattolico praticante, affezionato al simbolo della croce e alla maestà di Cristo tanto quanto basta per lasciar pochi dubbi riguardo alle cause che hanno portato alla morte di Emily, ma ‘The Exorcism si rivolge anche a chi i demoni non sanno nemmeno cosa sono mettendoli di fronte ad una sconcertante riflessione: fosse stata epilessia ad uccidere la ragazza, la cosa è comunque assai truce, ma siete in grado di affermare con certezza la non veridicità della possessione? Il dubbio, si sa, in questi argomenti è proprio il fastidio più pungente, quello che ti lascia un po’ scoperto, quello che ti fa sentire un po’ meno al sicuro, chiunque tu sia, comunque tu la pensi. Che dire? Il film funziona.

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