martedì 1 novembre 2005

Le conseguenze dell’amore

Autore: Pietro Ortolani - ViceDirettore Esecutivo di 4rum.it

di Paolo Sorrentino

Ne Le conseguenze dell’amore Toni Servillo interpreta un misterioso uomo d’affari, che da sette anni abita in un lussuoso albergo di Lugano, senza alcun contatto umano, e sembra avere l’unico compito di depositare in una banca, una volta alla settimana, una valigia contenente nove milioni di dollari. Per chi lavora? Perché abita in albergo? Perché è così sospettoso? La barista dell’hotel (l’ottima Magnani) tenterà di scuoterlo dalla sua atarassia, ma i segreti del passato riaffiorano pericolosamente. La storia è semplice, affascinante, pacatamente noir; nella prima parte lo spettatore è incuriosito dai molti misteri del protagonista, mentre nella seconda, pian piano, la narrazione si apre e viene spinta alle sue estreme conseguenze: per l’appunto, le conseguenze dell’amore. Scritto meravigliosamente, diretto con sapienza, montato in modo moderno ma molto sincero, recitato con gran talento: ecco finalmente un bellissimo film italiano, avvincente, acuto, diretto. Un pregio da non sottovalutare, poi, è che si tratta di un’opera facilmente esportabile, che riesce a svincolarsi da ogni provincialismo senza, tuttavia, abbandonare il suo carattere di denuncia sociale. “La verità è noiosa”, dice il protagonista: forse, è questa la chiave di tutto. L’originalità di Sorrentino sta nel ribaltare i cliché: la malavita, le valigette piene di soldi, le sparatorie (in generale, tutti gli stereotipi da gangster story) diventano una noiosissima routine, mentre è l’amore a essere davvero rivoluzionario, emozionante, impetuoso. E’ l’amore ad avere le conseguenze più pericolose. Da questa discesa agli inferi della normalità, tra asettiche camere d’albergo e deserti parcheggi sotterranei, si esce convinti, se mi consentite la citazione, della banalità del male, nel segno di un’appassionata riscoperta delle passioni umane.

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