mercoledì 16 novembre 2005

L'Avion

di Cédric Kahn

Il piccolo Charlie è deluso dal suo regalo di Natale: invece della bicicletta suo padre gli ha comprato il prototipo di un aeroplano. Quando l’uomo muore in un incidente, il modellino prende vita e comincia a sviluppare poteri magici. Tra l’aeroplano e il ragazzino nasce un legame straordinario e Charlie deciso a tenerlo con se ad ogni costo, vivrà un’incredibile avventura che lo porterà a vedere il padre per un’ultima volta. Kahn (anche membro della giuria del Torino film festival) dirige questo film sia per bambini che per adulti, facendo riferimento più volte al testo del Piccolo principe, riconducibile da punto di vista tematico nonchè visivo, data la notevole somiglianza del protagonista con il bambino biondo del libro in questione. Favola gentile ma non troppo, diretta splendidamente e scandita da scene che alle volte raggiungono la poesia. Sebbene, sopratutto nel finale, il film rischi di cadere in una, fin troppo gentile retorica, è innegabile il coinvolgimento emotivo da parte dello spettatore che incredulo di fronte alla magia, non può fare a meno di toccare un sogno che forse da bambino ha sperato che si avverasse; è così che L’Avion, l’aeroplano diventa il veicolo della nostra fantasia, dal quale scendiamo purtroppo, una volta cresciuti, rendendo vane le possibilità di risalirci.

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